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  • Venezia 72 — Black Mass

    Diretto da Scott Cooper

    Data di uscita: 08-10-2015

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Atteso più che altro per il passaggio di Johnny Depp sul red carpet del Lido, “Black Mass” di Scott Cooper, presentato Fuori Concorso a Venezia72, è un film che avete già visto. Un frullato di tutto quanto l’immaginario gangsteristico ha offerto in  ambito cinematografico e televisivo (Scorsese soprattutto, ma anche Coppola e i Soprano) negli ultimi quarant’anni, inevitabilmente derivativo ed anche un po’ compiaciuto di esserlo. Cooper si rivela ancora una volta niente più che un solido mestierante, che non riesce mai ad elevarsi dalla pura convenzione di genere (si vedano anche i precedenti “Crazy Heart” e “Out of the Furnace”). Depp recita mascherato ancora una volta, e il trucco eccessivo carica troppo il suo personaggio; sembra quasi che Cooper non si fidi del suo protagonista e voglia sottolineare in maniera posticcia la cattiveria del personaggio principale. Nei ruoli di contorno tante star letteralmente buttate via: non c’era alcun bisogno di pagare Benedict Cumberbatch, Dakota Johnson e Kevin Bacon per QUEI ruoli, e pare anche che Sienna Miller sia stata completamente tagliata al montaggio, nel film non c’è.

A Boston, negli anni 70, l’agente dell’FBI John Connolly (Joel Edgerton) persuade il gangster irlandese James “Whitey” Bulger (Depp) a collaborare con l’FBI per eliminare un nemico in comune: la mafia italiana. Il racconto si concentra sulla vera storia di questa alleanza che permise a “Whitey” di eludere l’applicazione della legge, consolidare il potere, e diventare uno dei gangster più spietati e potenti nella storia Boston.

Non ci sono carenze particolari in “Black Mass” (a parte quella di un proprio immaginario, difficile comunque da realizzare negli Usa in ambito gangster-movie), ma è totalmente assente l’epica, la forza, il fascino che i criminali carismatici al cinema finiscono per avere nei prodotti riusciti. Probabilmente il filone è davvero esaurito (si veda, ma anche no, l’orripilante “Gangster Squad” di qualche anno fa, con un caricaturale Sean Penn/Mickey Cohen) se anche Scorsese ha dovuto aggiornare il canone e trasformare i gangster in bankster. Il titolo (o sottotitolo) che il film avrà in italiano, “L’ultimo gangster”, sottolinea ancora di più come forse andrebbe messa la parola fine e voltata definitivamente pagina per un sottogenere che ci ha comunque regalato una messe infinita di pietre miliari, e che ha un disperato bisogno di reinventarsi (per chi vi scrive, la parola fine l’aveva già messa proprio Scorsese con “The Departed”). Infine, qualche parola sulla performance di Depp: escludendo il trucco del quale abbiamo già parlato, questa volta recita davvero e ce la mette davvero tutta, ottenendo anche risultati apprezzabili. Speriamo che per lui, invece, il film rappresenti una ripartenza e un nuovo inizio. Il tutto è tratto dal libro ‘Black Mass: The True Story of an Unholy Alliance Between the FBI and the Irish Mob’ dei giornalisti Dick Lehr e Gerald O’Neill.

Pro

Contro

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