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  • Venezia 72 — L’attesa

    Diretto da Piero Messina

    Data di uscita: 17-09-2015

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E’ il regista esordiente Piero Messina il primo italiano in Concorso a Venezia 72, un esordiente nel lungometraggio proveniente dal Centro Sperimentale con all’attivo corti, programmi Tv, video musicali e l’esperienza come assistente di Paolo Sorrentino sui set di “This Must be the Place” e “La grande bellezza”. Dal suo mentore sembra purtroppo aver preso pregi e difetti, senza ancora far intravedere un’idea di cinema propria, seppur abbozzata. La sceneggiatura è un adattamento (molto libero) dal dramma di Luigi Pirandello “La vita che ti diedi”, reinventata per lo schermo a otto mani tra cui quelle dello stesso Messina.

Tra i grandi saloni di un’antica villa segnata dal tempo, Anna (Juliette Binoche), reduce da un lutto improvviso, trascorre le sue giornate in solitudine. Solo i passi di Pietro (Giorgio Colangeli), il tuttofare, rompono il silenzio. Ed ecco improvvisamente arrivare Jeanne (Lou de Laage), una giovane ragazza che dice di essere la fidanzata di Giuseppe, il figlio di Anna. Lui l’ha invitata in Sicilia per trascorre insieme qualche giorno di vacanza. Anna ignora l’esistenza di Jeanne. E Giuseppe non c’è.

Cosa attendiamo in questo film? La rivelazione di un segreto chiaro fin dall’inizio? Il compimento di un’amicizia tra due donne di età molto differenti? La processione del paese per la Pasqua (che c’è, ed è la scena più bella)? Purtroppo, a un certo punto ci si ritrova solo ad atttendere la fine, anche con una certa impazienza.

Messina ha nel suo cast Juliette Binoche, attrice magnifica altrove e qui comunque autrice di una buona prova, e poggia sulle sue spalle (o meglio, sul suo viso, con una quantità di primi piani dedicati nettamente superiore al dovuto) tutto l’impianto di una vicenda che non decolla mai fino alla telefonatissima svolta finale. Lo stile registico è molto curato, attento a comporre sempre immagini ricercate, con qualche sorrentinismo di troppo (vi dice niente un film che inizia con un tapis roulant di un aeroporto?) anche nelle scelte musicali. Ma il problema è la piattezza generale di ritmo e situazioni, il rapporto tra le due protagoniste che non scalda e non emoziona, l’ossessiva ricerca del dettaglio “artistico”. In una Sicilia fredda come quasi mai si era vista al cinema (è questo è indubbiamente un pregio), assistiamo alla prova di una grande attrice che cerca di portare il suo personaggio sullo stesso livello della sua recitazione, finendo per fallire nel tentativo, quasi senza colpa. Dov’è Giuseppe? Continuiamo ad attendere, e sappiamo di farlo invano.

Pro

Contro

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