Home > Interviste > Venezia 72 — Marco Bellocchio presenta Sangue del mio sangue

Venezia 72 — Marco Bellocchio presenta Sangue del mio sangue

Sangue del mio sangue” è il nuovo film di Marco Bellocchio, da domani al cinema, presentato in concorso alla 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e accolto da reazioni contrastanti alle prime proiezioni per la stampa.

All’incontro con i gi erano presenti gli attori Pier Giorgio Bellocchio, Alba RohrwacherRoberto Herlitzka (in assoluto il migliore del cast).

“Sangue del mio sangue” è ambientato a Bobbio, città natale del regista, e «ripropone molti temi cari a Bellocchio: la religione, la famiglia, il confronto con la società e il senso di estraneità che ne deriva fino all’estremo rifiuto del mondo» (qui la nostra recensione completa).

Marco Bellocchio racconta la genesi del progetto

Sei anni fa mi furono indicate queste prigioni abbandonate di Bobbio, all’interno del convento di San Colombano, e così mi venne in mente di ambientare lì una storia ispirata alla vicenda della Monaca di Monza. Più tardi ho sviluppato la sceneggiatura, integrandola con l’episodio ambientato nel presente nel quale vediamo come il dominio vampiresco sulla città di Bobbio sia ormai finito. È la modernità a decretarne la fine. Del resto la presunta sincerità di oggi, il dirsi tutto in un ambiente virtuale sta cambiando le menti dei più giovani.

Non mi sono preoccupato di costruire una struttura drammaturgica perfetta e assoluta, ma la libertà narrativa è coerente con il tipo di film che avevo in mente: non ci sono connessioni rigide e logiche tra presente e passato, ma solo suggestioni che spetta al pubblico interpretare.

Marco Bellocchio sulla colonna sonora

Con Francesca Calvelli e Claudio Visantoni abbiamo messo insieme brani provenienti da epoche diverse. La mia cultura musicale si limita ai canti ecclesiastici e all’opera. Per tutto il resto, in particolare il rock, devo farmi aiutare da chi ne sa di più. Penso però di saper riconoscere l’efficacia cinematografica di un brano indipendentemente dal suo genere.

Il Conte Roberto Herlitzka, o il Vampiro

Non mi sono ispirarto a Vincent Price o altri vampiri, ma solo alla sceneggiatura che mi ha subito colpito e incantato, è bellissima. Ognuno di noi ha un vampiro dentro di sé, io ho solo tirato fuori il mio. E in fin dei conti si tratta di un vampiro abbastanza innocuo. Sono riflessioni che ho fatto da me, non me le ha dette lui… (ride, indica Bellocchio, ndr).

Piergiorgio Bellocchio, un personaggio tra passato e presente

I miei personaggi sono uniti da uno stesso nucleo di inadeguatezza, dalla necessità di trovare il proprio posto nella società. Nei rapporti che instaura con gli altri esprime sempre una parte di sè, e lo fa solo attraverso le azioni: penso ad esempio alle sequenze in cui interagisce con le sorelle Perletti (Alba Rohrwacher e Federica Fracassi, ndr). In lui si annidano i malesseri tipici dell’ambiente paesano.

Alba Rohrwacher e il lavoro con la compagna di set Federica Fracassi

Le due sorelle vivono l’una in funzione dell’altra, ed è stato bello costuire il loro rapporto con Federica Fracassi. È come se le due donne si completassero a vicenda, perché non hanno gli strumenti affrontare la vita da sola.

Lidiya Liberman

Il riferimento per Benedetta è stato la Monaca di Monza. Una donna straordinaria capace di sopravvivere in una situazione impossibile, e rimanere così un essere libero. Con Marco avevo già lavorato a teatro in Zio Vanja, mi ritengo molto fortunata ad aver preso parte anche a questo film.

Scroll To Top