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Venezia 72 — Pronostici e speranze aspettando il palmarès

La 72ma edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia si concluderà tra poche ore, ed è arrivato il momento di cercare di anticipare quello che succederà questa sera in Sala Grande, con la consegna dei Leoni e delle coppe Volpi.

Ventuno film presentati, per un Concorso che, a parte rare eccezioni, mette quasi tutti d’accordo in merito alle eccellenze e ai fallimenti di una selezione partita al rallentatore per poi decollare vertiginosamente negli ultimi giorni. La qualità media della competizione veneziana di quest’anno è superiore a quella dell’ultimo Festival di Cannes, possiamo affermarlo tranquillamente senza il timore di essere tacciati di eccessivo patriottismo.

È la macchina organizzativa del Festival che si è un po’ ingolfata, è la maggioranza del pubblico italiano che è oramai disinteressata all’evento, che invece andrebbe difeso e coccolato (e su questo aspetto dai cugini d’Oltralpe abbiamo solo da imparare) perché rappresenta un’eccellenza culturale assoluta per il nostro Paese. Meno male che gli artisti di tutto il mondo continuano a considerare il passaggio qui come una tappa fondamentale della carriera e un vero e proprio riconoscimento al talento.

Cominciamo dando uno sguardo ai premi collaterali assegnati ieri, che possono già dare più di un’indicazione, quantomeno sul gradimento avuto dai film selezionati dalle categorie professionali che lavorano intorno al Festival.

Il premio FIPRESCI assegnato dalla stampa specializzata è andato a “Sangue del mio sangue” di Marco Bellocchio (mi rimangio subito la parola “specializzata”?), mentre il Mouse d’Oro assegnato da noi giornalisti del web è andato a “Rabin, the Last Day” di Amos Gitai: avete capito di chi fidarvi e dove seguire i Festival, no?

Scorrendo lo sterminato elenco di premi minori (quasi ogni film ne prende uno, molti servono appositamente per consolare gli sconfitti) segnaliamo i tre probabilmente più significativi: il Green Drop Award al miglior film che tratta di tematiche ambientali è inevitabilmente andato a “Behemot” di Zhao Liang, Miglior Film europeo è stato giudicato “Francofonia” di Alexandr Sokurov mentre i giovani giurati del Vittorio Veneto Film Festival hanno premiato “Remember” di Atom Egoyan che, insieme a “The Danish Girl” e “Anomalisa”, è quello destinato a riscontrare maggiori favori da parte del pubblico in sala.

Prendiamo lo spunto da quest’ultima affermazione, allora, per cercare di comprendere quali dinamiche porteranno una giuria particolarmente composita e qualificata a decidere in un modo piuttosto che in un altro. Il presidente Alfonso Cuarón dovrà mediare tra la voglia di premiare il cinema impegnato della triade di cineasti Pawlikowski, Ceylan, Hou Hsiao-hsien (e anche il nostro Francesco Munzi), l’attenzione alla scrittura che sicuramente avranno gli sceneggiatori Emmanuel Carrère e Lynne Ramsay e i gusti imperscrutabili delle attrici Diane Kruger e Elizabeth Banks che francamente non conosciamo (i gusti, loro le conosciamo eccome).

Cinque film, a mio parere, svettano su tutti gli altri, e qui metto da parte i gusti personali per intercettare le suggestioni captate qui al Lido dal primo giorno fino a questa mattina: “Francofonia” (un Gran Premio della giuria potrebbe vincerlo, non altro perchè un ex Leone come Sokurov non può prendere premi minori), “Rabin, the Last Day” (buono per tutto, dal Leone alla regia), “Behemoth” (una giuria coraggiosa potrebbe dargli il premio massimo senza scontentare nessuno), “11 Minutes” (il Leone alla regia, per me, ha già il nome di Skolimowski scritto sopra) e “Anomalisa” (che sarà adorato dalle attrici, ma potrebbe limitarsi a ricevere la menzione per il contributo tecnico).

Battitori liberi, soprattutto “Remember” ma occhio anche ai due sudamericani, “El clan” e “Desde allà“, che potrebbero partorire la coppa Volpi al miglior attore tra i due protagonisti Guillermo Francella e Alfredo Castro.

E l’Italia? Con quattro film di sicuro non si rimarrà completamente a mani vuote, ma io credo che la nostra presenza nel palmarès si limiterà alla coppa Volpi per la splendida Valeria Golino di “Per amor vostro“.

Di seguito, l’elenco dei film che, secondo me, verranno premiati. Tra parentesi, invece, quelli che premierei io. Nelle scorse edizioni dei Festival principali, a Cannes soprattutto, ne ho indovinato più d’uno: se volete andare alla Snai prima delle 19, ricordate che io non risarcirò a nessuno i soldi investiti (ma sono poi quotati i premi di Venezia? Non ne ho idea).

Leone d’Oro : “Rabin, the Last Day” (“Francofonia”)  ma occhio a “Remember”, la potenziale sorpresa

Leone d’Argento alla regia : Jerzy Skolimowski

Gran Premio della Giuria : “Behemot” (“Rabin, the Last Day”)

Coppa Volpi per il miglior attore : Guillermo Francella per “El clan” o Alfredo Castro per “Desde allà” (Fabrice Luchini per “L’hermine”) ma occhio anche qui a Christopher Plummer per “Remember”

Coppa Volpi per la migliore attrice : Valeria Golino per “Per amor vostro” (Tilda Swinton per “A Bigger Splash”)

Premio Osella per la migliore sceneggiatura : “Frenzy”

Premio speciale della Giuria : “Anomalisa” (Behemot”)

Premio Mastroianni per l’attore o attrice emergente : Luis Silva per “Desde allà” (Abraham Attah per “Beasts of No Nation”)

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