Home > Recensioni > Venezia 72 — Remember

Atom Egoyan è un grande autore che da molto tempo non riesce più a realizzare lavori all’altezza dei suoi “Il dolce domani” e “Il viaggio di Felicia” (per fare solo due nomi).

Due edizioni fa era in Concorso al Festival di Cannes con il thriller “Captives”, tra le peggiori cose passate quell’anno sulla Croisette.

Qui a Venezia 72, però, riesce a piazzare una zampata (semi)vincente con questo “Remember“, classicissimo dramma che si avvale di buone interpretazioni di grandi vecchi dello schermo, una drammaturgia convenzionale ma solida, e tratta due argomenti di facile presa emotiva sul pubblico ad ogni latitudine, la demenza senile e la follia nazista.

Zev (Christopher Plummer) sta perdendo la memoria a causa del morbo di Alzheimer. Così decide, insieme al suo caro amico Max (Martin Landau), di dedicare le sue ultime energie per rintracciare il comandante nazista responsabile della morte delle loro famiglie. Poiché Max è troppo fragile per lasciare la casa di riposo, Zev è costretto a intraprendere da solo il viaggio che lo porterà al cospetto del loro ex aguzzino. Quando però si ritroverà faccia a faccia con il nemico di sempre, scoprirà una terribile verità.

“Remember”, nel suo citare (o meglio, copiare) tanti altri film simili e non (a noi viene in mente “This Must be the Place” del nostro Paolo Sorrentino ma anche, per la struttura narrativa, “Broken Flowers” di Jim Jarmusch, emotivamente antitetico) imbastisce un’ora e mezza di dramma dalle svolte narrative prevedibili che intrattiene e fa il suo dovere, fino ad una svolta finale qui a Venezia da molti criticata, ma che per me rappresenta il vero colpo d’ala del film.

Un Christopher Plummer impeccabile che non ci dispiacerebbe vincesse la coppa Volpi, anche per onorare una splendida carriera, e tanti altri grandi vecchi dello schermo che fa sempre piacere rivedere: oltre al già citato Landau, anche Bruno Ganz e Jurgen Prochnow.

La tematica della perdita della memoria è declinata su un doppio binario, che non vi svelo per non rovinarvi la sorpresa, che rischia più volte il sovraccarico ma che riesce a mantenersi in bilico, incrociando il “vengeance-movie” con il filone dell’ultima occasione tanto presente nel cinema d’oltreoceano. In un Concorso con un pugno di capolavori e tante delusioni, “Remember” strappa agevolmente una meritata sufficienza.

Pro

Contro

Scroll To Top