Home > Recensioni > Venezia 72 — The Event (Sobytie)

Il film di montaggio a base d’archivio è una delle forme più interessanti e potenzialmente più creative del documentario, e Sergei Loznitsa in questo è maestro: il suo “Blokada” (2006) raccontava l’assedio di Leningrado (1941-44) attraverso un efficace montaggio sonorizzato dai risultati sorprendenti.

Con “Sobytie – The Event“, fuori concorso alla 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Loznitsa torna proprio a Leningrado ma si sposta all’inizio degli anni 90, al momento del crollo dell’Unione Sovietica.

Come in “Blokada”, si resta colpiti dalla qualità compositiva e tecnica dei materiali scovati negli archivi: qui in “Sobytie” ci troviamo di fronte a un bianco e nero nitido ed espressivo che trova un nuovo senso estetico – e quindi storico, e quindi politico – nel montaggio curato dallo stesso Loznitsa e da Danielius Kokanausckis. Il commento musicale è affidato a frammenti tratti dal Lago dei cigni di Cajkovskij, la musica che le radio e le reti televisive russe, controllate dagli artefici del putsch, trasmettevano in quei concitati giorni al posto dei notiziari.

I cittadini di Leningrado che vediamo nel film guardano spesso in macchina: occhi sfuggenti, curiosi, a volte diffidenti. L’effetto è particolare perché ci fa sentire come se fossimo testimoni silenziosi arrivati dal futuro, chiamati a dare un giudizio su questo delicato momento storico, o a essere giudicati da coloro che incrociano il nostro sguardo.

Un piccolo esempio che però dà un’idea chiara di come Loznitsa rischia a fare cinema attraverso immagini nate per uno scopo differente, chiamandoci in causa come esseri umani responsabili e rendendoci di fatto protagonisti del film.

Tra l’altro citavano Lozntisa qualche giorno fa in riferimento a “Maidan”, il documentario dedicato invece alla recente rivoluzione Ucraina che a Venezia abbiamo visto rappresentata anche in “Winter on Fire” di Evgeny Afineevsky (qui la recensione).

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Contro

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