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Venezia 72 — Valerio Mastandrea e gli attori presentano Non essere cattivo

Una conferenza stampa emozionante quella di “Non essere cattivo“, il film postumo dello scomparso Claudio Caligari oggi fuori concorso a Venezia 72.

L’atmosfera inevitabilmente particolare viene stemperata alla grande da un istrionico Valerio Mastandrea nelle vesti di produttore, ma più che altro, come afferma lui stesso, “come quello che ha cercato di mettere in moto la macchina, che è stata per molto tempo senza benzina. Poi abbiamo trovato qualcuno che ci ha aiutato a spingere, al primo distributore abbiamo trovato chiuso… posso continuare per quanto volete a sciorinare metafore, ne abbiamo trovate circa una quindicina per descrivere i problemi che abbiamo avuto per reperire i fondi per fare il film, questa è la numero sette”.

Mastandrea ironizza anche quando le domande vengono rivolte a Pietro Valsecchi, ai rappresentanti di Rai Cinema e Mediaset (tutti uniti nella distribuzione) definendoli produttori: “A me fate le domande chiamandomi solo Mastandrea, visto che i produttori sono loro …”

Spetta a Pietro Valsecchi, il tycoon di Taodue inventore dei fenomeni al botteghino Checco Zalone, I soliti idioti e tanti altri, spiegare la mancata presenza del film nella selezione del Concorso ufficiale:

“Ho parlato con Barbera, e mi ha detto che non ha scelto il film per il Concorso per una questione di opportunità. Ritiene che, in caso di premio, si sarebbe parlato di un omaggio postumo e non di un merito riconosciuto. Io non sono d’accordo ma mi adeguo”. E poi lascia la conferenza stampa, un gesto al di fuori del protocollo che ne conferma l’irruenza e la voglia di protagonismo (ma forse anche la maleducazione).

La parola passa agli sceneggiatori Francesca Serafini e Giordano Meacci, di cui sintetizziamo i concetti come se fossero una persona sola, anche perché sul totale accordo tra di loro hanno spesso posto l’accento durante la conferenza:

“Il film rispecchia i gusti di Claudio anche in ambito cinematografico. C’è sicuramente Leone, forse qualche riferimento a Trainspotting … ma il nostro compito era di riportare quei rimandi all’interno della storia nascondendoli, senza lasciarli lì come degli “a parte”. Abbiamo scelto con Claudio il 1995 perchè era un anno transitorio, dove tutto stava cambiando, gli usi, i costumi, anche la tipologia di droghe più popolari, ma ancora non si era capita quale direzione il nostro Paese avrebbe preso”.

Gli interpreti principali Luca Marinelli e Alessandro Borghi sottolineano come il lavoro con Caligari sia stato per loro un’esperienza unica e irripetibile, che il regista li ha pilotati lasciandogli ampio spazio di manovra e … nient’altro che le risposte convenzionali che vengono rilasciate in situazioni come queste. Il meglio lo avevano già dato sul set, tratteggiando magnificamente i personaggi di Claudio e Vittorio, gli “accattoni” anni Novanta per stessa ammissione, ancora una volta, della coppia di sceneggiatori.

In chiusura, Mastandrea si toglie un ultimo sassolino dalla scarpa:

“Questo film lo distribuiscono molte persone, anche qui presenti, e ne siamo tutti molto felici. All’inizio eravamo soli, abbiamo tentato vari tipi di finanziamento, ho anche scritto delle lettere a personaggi illustri (celebre quella a Martin Scorsese ndr), le abbiamo provate tutte. Poi, per tornare alla metafora della macchina, c’è chi è salito a viaggio in corso, chi quando eravamo quasi all’arrivo, chi quando la macchina era già in garage”.

Riferimento, non troppo velato, a quello che tutti sussurrano ma che nessuno dice espressamente: dopo la morte del regista, molti hanno subodorato il potenziale successo, e sono entrati nella distribuzione del film (parliamo delle due metà del duopolio produttivo/distributivo italiano precedentemente menzionate). Se tutto questo farà sì che il film abbia un buon successo in sala, non rappresenterà alcun problema. Intanto le sessanta copie con le quali inizierà la sua avventura da mercoledì nelle grandi città e da giovedì in tutta Italia sembrano un po’ pochine per una macchina distributiva così imponente.

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