Home > Rubriche > Eventi > Venezia 73 — Presentata a Roma l’edizione 2016 della Mostra

Venezia 73 — Presentata a Roma l’edizione 2016 della Mostra

È stata presentata questa mattina all’Excelsior di Roma la 73esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2016 (qui l’elenco completo dei film in concorso e fuori concorso).

Il presidente della Biennale Paolo Baratta riflette sul ruolo della manifestazione nel contesto, sempre più competitivo, dei festival internazionali: «Vogliamo che Venezia resti fedele a un modello e a una certa tradizione di “Mostra”, che è emanazione di un’istituzione culturale (la Biennale, appunto, ndr) e come tale promuove la conoscenza ed è molto attenta all’autorialità».

Fedeltà ai propri valori, sì, ma anche evoluzione: «Le novità della 73esima edizione sono importanti — così esordisce il direttore artistico Alberto Barbera, il cui incarico è stato rinnovato di recente fino al 2020 — a cominciare dai cambiamenti previsti per il mercato cinematografico legato alla Mostra, che quest’anno prenderà il nome di Venice production Bridge e proporrà quaranta progetti, non solo lungometraggi, in cerca di produzione».

La Mostra 2016, spiega ancora Barbera, sarà dedicata a due grandi autori morti di recente: Abbas Kiarostami (che verrà omaggiato con la proiezione di un breve documentario al quale il regista stava lavorando negli ultimi mesi di vita e di un film di montaggio a lui dedicato dall’iraniano Seifollah Samadian) e Michael Cimino (del quale invece sarà riproposto “L’anno del dragone”).

E arriviamo al programma. «Negli anni scorsi — dice Barbera — notavo come il cinema contemporaneo stesse riflettendo in presa diretta sulla realtà, spesso drammatica, che ci circonda. Ma il cinema cambia in continuazione, e dalla selezione di quest’anno emerge invece un approccio diverso, più mediato: dalla letteratura, dal teatro, dal 3D, dal filtro della fantascienza, del melodramma, del western oppure della storia più o meno recente».

Ecco quindi il già annunciato “La La Land“, atteso musical di Damien Chazelle (“Whiplash”) con Emma Stone e Ryan Gosling che sarà collocato in apertura e anche in concorso; ecco il futuro distopico di Ana Lily Amirpour (la regista di “A Girl Walks Home Alone at Night”) in competizione con “The Bad Batch“; ecco “Spira Mirabilis” dei sempre notevoli Massimo DAnolfi e Martina Parenti, «quello che una volta si sarebbe definito “documentario” ma è soprattutto una potentissima riflessione sulla cosmogonia»; ecco il «ritratto sorprendente» di Jaqueline Kennedy che Pablo Larraín (grande curiosità, dopo lo straordinario “Neruda” presentato a Cannes) e Natalie Portman ci offriranno con “Jackie“, inserito in concorso a montaggio appena terminato un paio di giorni fa; ecco “Voyage of Time“, un documentario a cui Terrence Malick lavora da più di dieci anni e che ambisce a portare sullo schermo l’origine dell’universo; ecco il 3D scelto da Wim Wenders per “Les beaux jours  d’Aranjuez“.

Fuori concorso, Barbera segnala il film di chiusura “The Magnificent Seven” di Antoine Fuqua (remake dei “Magnifici sette” di John Sturges, già confermati sul red carpet del Lido due dei protagonisti, Denzel Washington e Chris Pratt); la miniserie “The Young Pope” di Paolo Sorrentino; “Hacksaw Ridge” di Mel Gibson (sì, è tornato), «una storia vera di quelle che sembrano inventate»; “À jamais” di Benoît Jacquot, «film quasi sperimentale tratto da Don DeLillo»; “The Journey” di Nick Hamm, sulla guerra civile irlandese; “Monte” di Amir Naderi, coprodotto con l’Italia e con cast italiano (c’è Anna Bonaiuto), e “Tommaso” di Kim Rossi Stuart. “Gantz:O” di Yasushi Kawamura, basato sull’omonimo manga, sarà invece il film di mezzanotte.

Poi c’è Orizzonti, l’altro concorso, come lo chiama Barbera: la «commedia surreale» “King of Belgians” di Peter Brosens e Jessica Woodworth (ricordate il loro “La quinta stagione”, visto proprio a Venezia nel 2012?); “Through the Wall” di Rama Burshtein (Coppa Volpi al suo “Fill the Void” nel 2012); “Liberami” di Federica di Giacomo («un documentario sugli esorcisimi siciliani, vedrete!»); “Dark Knight” di Tim Sutton e “Bitter Money“, il nuovo lavoro di Wang Bing.

In coda, come sempre, si parla dei film mancanti: non c’èad esempio  il nuovo Scorsese («non è pronto»), non c’è Clint Eastwood («niente festival» per Clint), non ci sono tantissimi film visti e non selezionati. Normale, comprensibile, niente di nuovo. Non tutti però la prendono bene: «Gli autori di un cortometraggio escluso mi hanno inviato un pacchetto di preservativi», racconta Barbera.

Del programma di Venezia 73, e di tutto ciò che in queste poche righe non ha trovato spazio (Venezia Classici, il Cinema in Giardino aperto a tutti), torneremo presto a parlare. Intanto vi rimandiamo a labiennale.org per ogni curiosità sulla selezione.

Scroll To Top