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Venezia 73 – Resoconto e pronostici

Dopo aver visto tutti e venti i film del Concorso ufficiale, è arrivato il momento di tracciare un bilancio di Venezia 73 e di cercare, come succede in tutti i grandi festival, di prevedere quello che deciderà la Giuria presieduta dal regista Sam Mendes, che comprende i registi Lorenzo VigasJoshua Oppenheimer, le attrici Gemma ArtertonNina HossChiara Mastroianni, l’attrice e cantante Zhao Wei, lo scrittore e sceneggiatore Giancarlo De Cataldo e la poliedrica Laurie Anderson.

Una giuria dai gusti quanto mai imperscrutabili quindi, che potrebbe davvero premiare qualunque cosa, mentre i giudizi della critica italiana e internazionale, dai confronti, dalle chiacchiere, dalle ore di conversazione fatte e subite su questo o quel film, dalle pagelle riassuntive del daily giornaliero di Ciak, sembrano per sommi capi concordare. In questo articolo, invece, dovrete fidarvi dei gusti del sottoscritto, che spera di aver dato prova di affidabilità in questo e nei festival precedenti. D’altra parte, in caso contrario non sareste qui a leggere, no?

I due film più belli di questo Concorso 2016 sono due, che svettano abbastanza nettamente su tutti gli altri: “The Woman Who Left” di Lav Diaz, fluviale, intenso ed appassionante romanzo per immagini e parole, che contiene al suo interno le due/tre sequenze più belle di tutto il festival, e “Jackie” di Pablo Larraín, il travolgente sbarco negli Usa del grande regista cileno, che demistifica e potenzia al contempo un mito tutto americano, e regala a Natalie Portman il ruolo che la rende già la strafavorita per gli Oscar del prossimo anno.

A contenderle la coppa Volpi in questo festival e l’Oscar a febbraio dovrebbe essere Emma Stone, coprotagonista di “La La Land” di Damian Chazelle, sul terzo gradino del mio podio personale di questo festival, che probabilmente sconterà il passaggio in apertura e il troppo tempo passato dalla visione nella mente dei giuriati. Ma è un film classico nell’impianto e moderno nelle tematiche, che affastella scene di grande virtuosismo registico e interpretativo.

La mia previsione è che “Jackie” potrebbe davvero vincere il Leone o andarci molto vicino, Chazelle potrebbe davvero accontentarsi della Coppa Volpi alla Stone, mentre per Diaz un Gran Premio o, molto più probabilmente, nulla.

Analizziamo il resto della nutrita pattuglia americana: “Nocturnal Animals” di Tom Ford“Arrival” di Denis Villeneuve sono due film buonissimi. Il primo è un noir dalla struttura complessa e stratificata, diseguale ma, per me, semplicemente irresistibile: mentre la fantascienza filosofica e umanista del canadese Villeneuve è un misto di semplicità e gigantismo con più di un’idea brillante. Rimarranno entrambi a mani vuote, per me, con piccole speranze per Amy Adams, protagonista e mattatrice in entrambe le pellicole, e per la sceneggiatura del film di Ford, scritta dallo stesso regista/stilista, che si conferma un artista davvero poliedrico e talentuoso.

Pare sia piaciuto moltissimo alla giuria, e quindi faccio un’eccezione perchè qui vorrei parlare solo delle eccellenze, il disastroso “The Bad Batch” di Ana Lily Amirpour, una scopiazzatura mal scritta e mal interpretata (ma discretamente girata, va detto) che saccheggia immaginari altrui, li depotenzia e li lascia vuoti e percossi senza reazione. Speriamo siano voci infondate, ma forse la regia alla ragazzaccia terribile è più di uno spauracchio.

La coppa Volpi dovrebbe andare al magnifico, qui sono veramente tutti d’accordo, Oscar Martinez de “El ciudadano ilustre” di Cohn/Duprat, ruolo brillante ed intenso al contempo, una performance indimenticabile. Tra le possibili candidate alla Volpi femminile, invece, anche la protagonista di “Une vie” Judith Chemla, splendido melodramma romanzesco, buono per tutti i premi, dal Leone alla miglior regia per Stephane Brizè, forse il premio più giusto per lui.

Un altro dei papabili al grande risultato, forse perfino un generoso Leone, è Andrej Konchalovskij con il suo “Paradise”, film girato a tratti magnificamente, fortemente controverso nelle tematiche, che probabilmente risolverebbe molte grane e molte questioni MOLTO più importanti di un premio cinematografico. L’unico altro che potrebbe insediare questa rosa di candidati è probabilmente il François Ozon di “Frantz”, film che non mi ha entusiasmato com’è accaduto per molti qui al Lido ma di cui si può sicuramente apprezzare confezione e tenuta narrativa.

Non ho nominato il terzetto italiano perchè davvero, questa volta, non si capisce quale premio di consolazione potrebbero assegnargli. Il più realistico, probabilmente, è il premio Mastroianni per gli attori emergenti alla coppia di protagonisti di “Piuma” di Roan JohnsonLuigi Fedele Blu Yoshimi.

Di seguito, i miei pronostici per i risultati di questa sera. Tra parentesi, chi vorrei vincesse io:

Leone d’Oro: Jackie (The Woman Who Left)

Leone d’Argento: Une vie (Jackie)

Gran Premio della Giuria: The Bad Batch (La La Land)

Premio della Giuria: The Woman Who Left (Une vie)

Coppa Volpi maschile: Oscar Martinez

Coppa Volpi femminile: Emma Stone (Amy Adams)

Osella per la miglior sceneggiatura: Frantz (Nocturnal Animals)

 

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