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Venezia 73 — Tributo Speciale a Chris Meledandri

La 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha avuto come ospite speciale lunedì 5 settembre Chris Meledandri, produttore e fondatore della casa cinematografica d’animazione Illumination, a cui dobbiamo film di straordinario successo come “L’Era Glaciale”, “Cattivissimo Me” e “Minions”.

Chris Meledandri ha presentato in anteprima domenica 4 settembre il nuovo film in uscita “The Secret Life of Pets“. A Meledandri è stata consegnata una targa per celebrare il suo straordinario contributo allo sviluppo del cinema d’animazione (con una serie di incassi pari ai 6 miliardi di dollari d’insieme) che ha contribuito a rivoluzionare il rapporto tra il pubblico e i cartoons.

A seguito della premiazione, la proiezione di un piccolo assaggio di “Sing“, film targato Illumination che uscirà nelle sale italiane all’inizio del 2017, e una intervista condotta da Manuele Romeo in cui Meledandri ha ripercorso la sua carriera, dai primi lavori per la 20th Century Fox fino ad arrivare a creare una casa di produzione tutta sua.

«Sono cresciuto senza film d’animazione, i miei genitori preferivano De Sica, Antonioni, Woody Allen; mio padre mi faceva vedere gli sketch comici dei fratelli Marx o di Peter Sellers, che era molto espressivo dal punto di vista sia fisico che verbale, ma credo di essere la persona meno comica che si occupa di film che invece prevedono la comicità. Io all’animazione sono arrivato con la rinascita della Disney degli anni ’90 e con Miyazaki.

Poi, quando sono arrivato a Hollywood, sono diventato produttore per la 20th Century Fox e sono stato coinvolto da Don Bluth per “Anastasia“; ne sapevo pochissimo, e ho resistito per quattro anni, ma il punto di svolta è stato il flop del film “Titan A.E.:” dopo quell’insuccesso ho trovato un gruppo di artisti dei Blue Sky Studios che mi hanno fatto innamorare del loro lavoro e abbiamo cominciato a pensare a “L’Era Glaciale”. Il flop precedente ci aveva resi molto indipendenti dalla Fox, però nessuno di noi aveva studiato computer grafica e abbiamo avuto una curva di apprendimento ripida, ma 2 anni dopo il film era finito e ci piaceva.»

Cosa l’ha spinta a lasciare la Fox e creare la Illumination che ha sede a Parigi?

Quando ho visto che Ice Age andava molto bene ho cominciato a pensare a che cambiamento volevo avere. Dopo 13 anni un ritmo familiare può intralciare la tua crescita. Avevo dei buoni rapporti con quelli della Universal ed ero tentato di unirmi a loro, poi ho pensato di fondare una nuova società: ero terrorizzato perché sapevo che era una grande idea e che avrebbe funzionato. Volevo che Illumination si differenziasse da Fox, che avesse una prospettiva più internazionale, poi fare i film in America ti espone a una grandissima competizione, tutti i talenti sono già presi, mentre in Gran Bretagna e in Francia soprattutto ci sono delle ottime scuole per l’animazione CG, quindi è stato un po’ il caso e un po’ il mio istinto.

“Cattivissimo Me” ha rappresentato una svolta. Come nasce l’idea dei Minions?

Nel concept di questo film che mi ha sottoposto Sergio Pablos c’era l’idea di un personaggio cattivo con degli assistenti altrettanto cattivi. I registi Pierre Coffin e Chris Renaud hanno considerato invece la sfida di creare dei bracci destri che servissero alla narrazione, ma in modo originale. La nascita dei Minions è stata una evoluzione pura e semplice, nati dalla collaborazione di queste tre menti unite agli sceneggiatori e a tutti gli altri – un film d’animazione è diverso da un film normale, tutti apportano il loro contributo.

Noi critici abbiamo la tendenza ad attribuire tutto il merito di un successo al regista e agli sceneggiatori, eppure anche lei ha dato la sua impronta. Come lavora per mettere qualcosa di suo e allo stesso tempo degli altri artisti?

In molti casi le idee non provengono da me ma dai miei assistenti. Una delle cose più importanti che faccio io è la scelta dei miei collaboratori e si basa su quello che sento quando vedo i loro talenti all’opera. Io e Janet (Healy, co-produttrice Illumination, ndR) abbiamo diretto anche registi che per la prima volta si cimentavano con un lungometraggio. È il mio sentimento che mi spinge.»

“The Secret Life of Pets”: come è nato il soggetto e la caratterizzazione dei personaggi?

L’idea per il film più vaga era qualcosa che avevo in testa da anni: cosa stanno facendo e cosa stanno pensando i miei animali da compagnia? Noi proiettiamo i nostri sentimenti su di loro, sappiamo che hanno dell’amore per noi. Questa idea della loro vita interna l’ho sempre avuta, la caratterizzazione dei personaggi viene da me, Janet, Renaud, che ha dato molti spunti sulla loro personalità. La fissazione di una narrativa dietro questo concept è stato un lavoro molto lungo.

E “Sing”?

“Sing” era un’altra idea pensata da tempo, c’era il proposito di mettere uno spettacolo e la sua produzione al centro della narrativa. Il protagonista Buster Moon è un koala che abita in una metropoli, dove gli animali vivono proprio come gli uomini. E’ il proprietario di un teatro che non funziona, e ha bisogno di trovare un nuovo pubblico che riempia la sala per non chiudere. Decide di voler diventare importante, crede nelle sue idee e per questo Buster si decide a coinvolgere i suoi cittadini in un concorso di canto.

Come sono state scelte le voci per i personaggi di Sing (tra cui Matthew McConaughey, Reese Whiterspoon, Scarlett Johansson…)?

Come per ogni film ne discutiamo col regista, sceneggiatori e altri. Teniamo con noi un’immagine del personaggio e pensiamo a una rosa di nomi per ogni ruolo, dopodiché ascoltiamo solo la voce dell’attore abbinata all’immagine, e spesso le nostre idee cambiano. A volte c’è un interesse anche da parte degli attori che arriva da lontano, per esempio Reese mi aveva detto che voleva dare la propria voce a un personaggio di un nostro film ancora 15 anni fa!

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