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Venezia 73 – Un commento ai premi

Con il Leone d’Oro più meritato degli ultimi anni, si chiude un’edizione della Mostra di Venezia con qualche luce e tante ombre. Il Concorso ufficiale, che sulla carta sembrava il migliore degli ultimi anni, ha presentato tante delusioni ma anche un pugno di buoni film e un paio di capolavori, uno dei quali, The Woman Who Left di Lav Diaz, alla fine ha trionfato. Probabilmente, visto il premio, il regista filippino godrà per la prima volta nella sua carriera di una distribuzione in sala, ed io vi consiglio di dargli una chance: il film è lungo ma denso, pieno di cose, porta in scena il popolo, i conflitti di un paese, la Storia. Uscirete soddisfatti, ve lo garantisco.

L’altro grande film del Concorso, Jackie di Pablo Larraín prende “solo” il miglior per la sceneggiatura di Noah Oppenheim, ma siamo sicuri che sarà ampiamente risarcito nella stagione dei premi americani, anche solo per la splendida performance della protagonista Natalie Portman. Il consiglio, anche in questo caso, è quello di recuperarlo in sala.

Il Gran Premio della Giuria va, un po’ a sorpresa (perchè il film era stato molto apprezzato ai tempi del passaggio ma era un po’ scomparso dai radar poi) a “Nocturnal Animals” di Tom Ford, che al sottoscritto è piaciuto davvero tanto. Impossibile non aprrezzare (e infatti per il film si è battuto Mendes e gli Usa fanno tripletta) la Coppa Volpi a Emma Stone per La La Land, lo splendido musical di Damian Chazelle che sarà un altro grande protagonista della stagione dei prossimi premi. Un film da consigliare davvero a tutti.

L’attore protagonista era scontato e senza avversari: Oscar Martinez per El ciudadano ilustre” si è davvero preso il festival fin dall’ovazione alla fine della proiezione stampa. Il film più divertente (e insieme profondo) della Mostra di quest’anno.

Ci è piaciuto anche Paradise“, che ha dato il Leone alla miglior regia ad Andrej Konchalovskij, film formalmente ineccepibile (e quindi il premio è  giusto) e contenutisticamente problematico, mentre l’altro regista premiato ex aequo, Amat Escalante, non vogliamo nemmeno nominarlo perché il suo film ci ha inorridito, e per questo non l’avevamo nemmeno recensito (ma lo faremo nei prossimi giorni), “La region Salvaje” è un pastrocchio senza capo né coda, con un’idea interessantissima sviluppata come peggio non si potrebbe.

Caratteristica che condivide con la regista insignita del Premio speciale della Giuria, Ana Lily Amirpour con The Bad Batch, film sbagliato ma comunque molto più riuscito del film di Escalante. Un saccheggio a immaginari altrui fighetto e modaiolo, semplicemente insopportabile.

Qualche errore, quindi, ma nel complesso il miglior palmarès da anni a questa parte. Ringraziamo il grande Sam Mendes (e i suoi giurati), non avevamo nessun dubbio sui gusti cinematografici di un grande cineasta del presente e del futuro. Da Venezia, anche per quest’anno, è tutto. Se rileggete i miei pronostici pre-cerimonia, scoprirete che ne avevo indovinati parecchi, motivo in più (ma certamente non l’unico) per seguire LoudVision e fidarvi della sua redazione e dei suoi giudizi. Ai prossimi appuntamenti, allora, e W Venezia!

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