Home > Recensioni > Venezia 74 — Ex Libris

Per chi ha dimestichezza con il cinema di Frederick Wiseman, ogni nuovo film del maestro di Boston rappresenta un’esperienza visiva, antropologica e contenutistica nella quale immergersi totalmente, con gli occhi e con il cervello, grazie anche alla struttura ormai consolidata con la quale il regista apre, imposta e chiude il campo d’indagine che volta per volta sceglie di analizzare. Wiseman entra con le sue macchine da presa in un luogo, vi rimane il tempo necessario per esplorarne ogni anfratto e filmare ogni tipologia di dinamica umana che avviene al suo interno, per poi iniziare il gigantesco lavoro di montaggio che porterà alla compatta e fluviale (far convivere le due cose lo rende il gigantesco autore che è) opera finale. Abbiamo conosciuto, grazie a lui, l’organizzazione minuziosa di un grande magazzino americano (“The Store”), il conplesso lavoro dietro alla preparazione di uno spettacolo teatrale (“Crazy Horse”), la “National Gallery” londinese e il multiculturale quartiere “(In) Jackson Heights” di New York, per nominare solo qualcosa all’interno della sua sterminata produzione.

In Concorso a Venezia 74 presenta la nuova opera “Ex Libris – New York Public Library”, che ci porta all’interno di una delle istituzioni culturali più importanti degli Usa, e delle sue sedi nei quartieri newyorkesi di Manhattan, Bronx e Staten Island. Un luogo di cultura e condivisione che va molto al di là della semplice catalogazione di libri da prendere in prestito, e si occupa d’intervenire attivamente nel tessuto sociale in cui si trova ad operare, cercando di mantenere un ruolo centrale diversificando l’offerta per ogni classe sociale, dal kit per la connessione ad Internet gratuito per chi restituisce in tempo i prestiti alle serate di gala per munifici benefattori.

Mai come questa volta l’opera di Wiseman si compone di piccole parti, atomi di senso che ampliano a dismisura il quadro generale, perché alla NYPL (acronimo ben più fondativo e importante per la Grande Mela di quello abusato del Police Department) si affrontano tutti i campi del sapere, mentre il comitato dell’associazione no profit che sovraintende alle scelte per le acquisizioni e l’organizzazione degli eventi dipana strategie, nuovi interventi, cercando di far fruttare al meglio il budget a disposizione, certamente cospicuo ma, ci viene detto più volte, meno di un terzo del necessario.

Conferenze sull’ateismo, sale di apprendimento per bambini di ogni età, conferenze sulla storia dello schiavismo, eventi dedicati ai non vedenti e ai non udenti, gruppi di lettura che dibattono dopo la lettura di un classico (ci viene mostrata la discussione riguardante “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez), produzione di audiolibri, perfino una sala per il risveglio motorio dedicato agli anziani con balli di gruppo, insieme a tanto altro che scoprirete immergendovi in queste tre ore DELIZIOSE, dalle quali uscirete con un’idea infinitamente più chiara su una pluralità di questioni che impieghereste anni a sviscerare nello stesso modo. Perché il film di Wiseman non è lungo, come già si diceva più sopra, è solo incredibilmente denso. Non c’è bisogno di mostrare gli atti osceni di Jacksonville per contrapporsi al trumpismo, basta indicare la strada maestra.

Isoliamo un paio di momenti vertiginosi tra la miriade di segmenti (e sorvoliamo sulle comparsate eccellenti, da Elvis Costello Patti Smith). Una ragazza nativa americana tiene una conferenza nella quale, comparando modelli economici all’analisi del contesto storico in cui gli stessi agiscono, delinea (tra le altre cose) anche i punti di contatto tra Karl Marx e Abraham Lincoln: tutto è talmente perfetto e contrario ad ogni stereotipo e preconcetto culturale da lasciare senza fiato. Una rappresentanza della comunità nera newyorkese s’incontra in una delle sedi della Biblioteca per discutere e, in circa dieci minuti, veniamo messi di fronte al campionario di soprusi piccoli e grandi ancora perpetrati ai danni degli afroamericani.

Cinema utile, materia incandescente, divulgazione culturale elevata ai massimi livelli. Speriamo in un premio importante che ne sostenga l’uscita in sala, già prevista per l’Italia con I Wonder Pictures.

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