Home > Recensioni > Venezia 75 — Capri-Revolution
  • Venezia 75 — Capri-Revolution

    Diretto da Mario Martone

    Data di uscita: 13-12-2018

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

Come possono gli eventi di un’isola di dieci chilometri quadrati complicarsi quanto una rivoluzione? Possono se quell’isola è Capri e siamo all’alba della Prima guerra mondiale e sono Mario Martone e Ippolita Di Majo a mettersi in testa di raccontarcene la storia. I due coniugi napoletani nei loro precedenti film insieme (“Noi credevamo” e “Il giovane favoloso”) potevano basarsi sulle storie già solide dei grandi nomi della storia e letteratura italiane. Ma in “Capri-Revolution”, senza una dimensione epica a supporto della storia (e a rischio distrazione per lo spettatore), i personaggi anonimi e la natura incontaminata si prendono la scena rendendo l’intero film un sogno fuggevole.

La pastorella Lucia (Marianna Fontana) si accorge che una comune di naturisti si è insediata sulla sua isola: lo shock è inevitabile ma ne segue quasi istantaneamente una fascinazione che la porterà a scontrarsi con la sua famiglia.

La comune è guidata dal Maestro Seybu (Reinout Scholten van Aschat), un pittore olandese ispirato alla figura realmente esistita di Karl Diefenbach, a sua volta affascinato dalla spiritualità indiana.

Terzo polo di questo scontro di culture è il giovane medico dell’isola (Antonio Folletto), che alle tradizioni popolari e alla spiritualità new age contrappone l’approccio scientifico e politico.

La “danza” fra questi tre punti di osservazione trova una corrispondenza analoga nelle danze vere e proprie dei componenti della comune, mentre le riprese naturalistiche dell’ambiente isolano operano una contestualizzazione “geologica” analoga alla contestualizzazione storica della Guerra mondiale: inseriti nelle asperità della natura, tanto quanto nelle avversità storiche, i nostri personaggi appaiono come formiche, anche se la loro opera sembra sconvolgere le loro esistenze. Appunto come in un sogno, in due ore cambia tutto e non cambia davvero niente ma il ricordo resiste e è sorgente di piacere.

Pro

Contro

Scroll To Top