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Venezia 75 – Il primo uomo (First Man), incontro con Damien Chazelle, Ryan Gosling e Claire Foy

“Il primo uomo” (“First Man”), film d’apertura di Venezia 75 ci porta sulla luna.

Ad accompagnarci in questo viaggio Damien Chazelle, Ryan Gosling, Jason Clarke, Claire Foy, Olivia Hamilton e lo sceneggiatore Josh Singer (“The Post” e “Il caso Spotlight”), che oggi hanno presentato alla stampa il film in concorso.

Attesissimo, dopo il successo dei precedenti “Whiplash” e  La La Land”, “First Man” racconta la storia di Neil Armstrong, che il 20 luglio 1969, durante la missione Apollo 11, fu il primo uomo a mettere piede sulla Luna.

«Senza dubbio io e la mia generazione siamo cresciuti in un mondo in cui l’allunaggio è sempre stato un fatto, con queste immagini di repertorio davvero iconiche» ha dichiarato Chazelle, classe 1985.  «È qualcosa che è facile dare per scontato. Ma più studiavo l’argomento e seguivo questo processo, più mi affascinava. Volevo entrare non questa storia, capire come era iniziato tutto». 

Quasi un documentario familiare

«Tutti i miei film precedenti erano costruiti intorno a esperienze personali» ha continuato il regista canadese, «ma, in questo caso, la storia che volevo raccontare non era la mia. Ho dovuto creare una relazione, provare a capire la vita di un altro, per avere l’opportunità di creare un film che fosse quasi un documentario familiare».  

Tratto dalla biografia “First Man: A Life Of Neil Armstrong” di James Hansen, il film di Chazelle si basa anche su un solido lavoro documentario, volto a cogliere le diverse sfumature di questo «tipico eroe americano, che non vendeva se stesso come un eroe», come lo descrive lo stesso Ryan Gosling. 

«Ho avuto il possibilità di conoscere la moglie e figli di Neil, ma anche di parlare con amici di infanzia e di sentire le registrazioni» ha dichiarato Gosling «Ho ricevuto tantissimo aiuto e ho avuto accesso a molte risorse. È risaputo che Neil fosse una persona molto introspettiva, umile e riservata. La sfida, quindi, è stata rispettare questo lato del suo carattere e, allo stesso tempo, creare delle “finestre” sulla sua esperienza emotiva». 

«Gli Armstrong ci hanno aiutato davvero tanto, ci hanno dato dettagli, per capire chi fosse Neil uomo, non l’icona che tutti conosciamo» ha continuato Josh Singer.

Claire Foy, che interpreta la moglie Janet, ha poi aggiunto «Volevamo onorare il modo in cui i figli vedevano padre e madre. Il padre non era un astronauta per loro. Volevamo essere rispettosi nel trasmettere le loro le emozioni».

Come ci ha spiegato Damien Chazelle, «Neil è andato sulla luna, ma abbiamo voluto pensare anche alle persone che ha lasciato sulla terra».

Un piccolo passo per l’uomo… 

Per prepararsi al ruolo,  Gosling ha dovuto studiare un po’ di teoria del volo. Ha così capito perché Neil Armstrong fosse diventato un grande pilota. «Un astronauta è una persone che, consapevolmente, entra in un aereo che non ha mai volato prima e lo porta al punto di rottura, solo per fare una passo in avanti. Persone molto speciali, diverse da me e chiunque altro». 

Persone che devono affrontare lo spazio, il vuoto, in veicoli estremamente piccoli. «Ho cercato rendere al meglio la sensazione di essere nello spazio» ha detto Chazelle. «Lo spazio è questo vuoto nero, per me è terrificante. Questo rende ancora più affascinante quello che fanno gli astronauti». 

«Questa è una storia incredibile, molto complessa, e anche le opinioni su questa storia sono molto complesse», ha poi aggiunto Gosling, «ma ad un certo punto ha unito il mondo. Anche Damien ha la capacità di unire le persone, di trasmettere il suo amore a tutto il pubblico».

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