Home > In Evidenza > Venezia 77 – Love After Love

Correlati

Uno dei film Fuori Concorso alla 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è “Love After Love” diretto dalla regista cinese Ann Hui, a cui, per l’occasione, è stato anche conferito il Leone d’oro alla carriera. La regista aveva, tra l’altro, già partecipato alla Mostra nel 2011 con “A Simple Life” che vinse più di un premio e grazie al quale l’attrice Deanie Yip si aggiudicò la Coppa Volpi.

La storia è ispirata ad un racconto di Eileen Chang, in cui una timida ragazza di Shangai (Sandra Ma) scrive alla benestante zia (Faye Yu) per chiederle di alloggiare a casa sua ad Hong Kong e ultimare così i suoi studi per diplomarsi. Ma l’ambiente danaroso e spudorato che ruota attorno alla zia riesce presto ad intaccare anche la giovane Weilong, con l’incoraggiamento della donna, ben più scaltra e manipolatrice di lei.

Il senso del titolo suggerirebbe una riflessione rispetto al susseguirsi delle passioni, o di ciò che accade, una volta che queste vengono esaurite. In effetti, il vero problema per la delicata protagonista di questa storia, è il turbine di emotività incontrollata che s’innesca con il suo inserimento in quell’ambiente.

La regista si diletta nell’illustrare una Hong Kong pigramente ricca nel periodo antecedente alla Seconda Guerra Mondiale, ritraendo lo scorrere di giornate in cui l’intrattenimento finalizzato alla fuga dalla disperazione della propria storia passata, è l’uso reciproco della noia e del corpo altrui. Con un solo effetto collaterale: l’innamoramento.

La cocciutaggine di Weilong che si prende una cotta inconsolabile per George (Eddie Peng), diventa il flusso principale della corrente che conduce i fatti. Se non fosse che lui sia un inguaribile casanova.
È interessante questo dramma che richiama molto delle dissolutezze viziose di un certo modo di vivere in società, che ampiamente sono state descritte dalla letteratura da un certo periodo in avanti.

L’aspetto più affascinante di “Love After Love” (oltre ai costumi di Emi Wada, premio Oscar nel 1986 per “Ran” di Akira Kurosawa), è la maniera di Ann Hui di mostrare il cinismo che si genera anche nel cuore abitato dagli migliori intenzioni, quando viene spinto e pressato da un mondo che usa il calcolo come criterio decisionale.

Ancora una volta in questo festival, si tratta di uomini incapaci di relazionarsi con le donne, che non vogliono o evitano a priori di farlo. E, di tutta risposta, le donne fin qui raccontate, rispondono con l’indipendenza, ma non senza una buona dose di amarezza.

Pro

Contro

Scroll To Top