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Venga il loro regno

Venerdì 06 dicembre sul palco del Druso Circus si sono esibiti i Virginiana Miller. Questa data si colloca in un percorso ideato dai ragazzi del Druso, chiamato “IndieDruso”, che ha portato e porterà sul palco bergamasco alcuni tra i migliori nomi della musica indie italiana.

Difficile però associare l’etichetta “Indie” ad un gruppo storico come quello capeggiato da Simone Lenzi, che è dal 1990 che sforna dischi di qualità e di sostanza. Bisogna anche riconoscere che il 2013 ha regalato qualche bella soddisfazione alla band, come il premio David di Donatello per il brano “Tutti i santi giorni” usato da Virzì nel suo film omonimo. È mancata solo la partecipazione al festival di Sanremo, dove avevano proposto la splendida “Anni di Piombo”, ma è stata rifiutata. Simone dopo l’esecuzione di questo pezzo, ironizza sul fatto che abbia l’andamento vocale delle maggior parte delle canzoni presentate nel corso degli anni al festival.

La serata si apre con l’esibizione della bresciana Claudia Ferretti e della sua band “Claudia is on the sofa”. La voce di Claudia è vellutata e le sue canzoni hanno un sound tipicamente folk. Il pubblico comincia ad avvicinarsi al palco e segue con attenzione queste ballate così dolci e le chitarre suonate con passione. In alcuni passaggi ricorda molto la cantante Sheryl Crow. Finita la loro esibizione, ringraziano e lasciano il posto agli ospiti d’onore.

I Virginiana Miller salgono sul palco e l’atmosfera cambia subito. Lenzi interpreta gesticolando con passione i brani e la band lo sostiene con forza. Possiamo dividere il concerto in due parti: nella prima eseguono i brani dell’ultimo disco “Venga il Regno”, nella seconda ci regalano alcuni tra i brani più famosi del loro repertorio.

La prima parte del concerto scorre con grande intensità e tutte quante le canzoni hanno un comune denominatore come dice Lenzi: “Finora abbiamo parlato di amore, ma facciamone una sull’odio” e sfodera una grande interpretazione del brano “L’eternità di Roma”, che racconta la bellezza e la decadenza della città negli ultimi anni.

Dopo una breve pausa per rifiatare, risalgono sul palco e ci regalano alcune tra le canzoni più belle del loro repertorio: “Uri Gheller”, “La Verità sul Tennis”, la mia preferita “L’uomo di Paglia”. Vent’anni di emozioni e di fatica, soddisfazioni e dolori si aprono e si raccontano davanti a noi. Il pubblico ormai è rapito e canta a squarciagola, seguendo Lenzi ovunque decida di condurci.

Dopo “Oggetto Piccolo”, Lenzi dice di aver dato tutto quello che aveva e ci saluta con “Acque Scure”, che si chiude con un grande acuto e scende. La band continua ancora un po’, tra assoli di chitarre ed energia.

Il pubblico non è d’accordo però, non vorrebbe mai vederli scendere e smettere di regalare emozioni. In realtà sanno che ne manca ancora una e i VM risalgono sul palco e salutano Bergamo, regalando una bellissima “Tutti al Mare”. Adesso è davvero finita e un Lenzi esausto e commosso, saluta il pubblico che l’ha incoraggiato e sostenuto fino alla fine.

Una bella serata, che ha visto esibirsi uno dei gruppi più intensi e solidi della recente storia musicale italiana. Vedere così tante persone di età diverse che cantavano le loro canzoni, fa venire in mente il brano “La Carezza del Papa” che diceva: “non ho avuto né figli né gloria o potere, soltanto canzoni che non canta nessuno, che non cambiano niente “. Oggi non è più così e forse qualcosa nei nostri cuori hanno contribuito a cambiare.

Lettera di San Paolo agli operai

Due

Una Bella Giornata

Effetti Speciali

Anni di Piombo

Chic

Nel Recinto dei Cani

Dal Blu

Pupilla

Tutti i Santi Giorni

L’eternità di Roma

Uri Geller

La Verità sul Tennis

L’uomo di Paglia

Lunedì

La Carezza del Papa

Formiche

Dispetto

Oggetto Piccolo

Acque Scure

Tutti al Mare

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