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  • Venom: Hell

    Venom

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Blast (from) the past!

Qualcuno deve aver attivato il flusso canalizzatore per sbaglio, perché l’impressione è quella di essere finiti nel 1982. Non si spiega altrimenti come possa accadere che i Venom, dopo quasi trenta (sì, trenta) anni siano ancora attorcigliati sul loro sound grezzo, sferragliante, impreciso. “Hell”, l’avrete capito, è una specie di varco temporale che riporta l’ascoltatore direttamente ai tempi del seminale “Black Metal”. E pensare che Cronos, qualche anno fa, a tirare a lucido la propria proposta musicale ci aveva anche pensato, col poco vincente, ma tutto sommato accettabile “Resurrection” (2000).
Rivoluzionata la line-up, il malefico bassista e cantante decide di optare per la restaurazione: mette insieme un po’ di riff NWOBHM, trova un batterista di pochezza tecnica imbarazzante (rullate, cassa, arrangiamenti sui piatti: tutto è tremendamente impreciso, spesso addirittura fuori tempo), e ricomincia a sputare testi di blasfemia da strada con la sua solita voce roca e sgraziata. Risultato, ahimè, una noia mortale.
Lesa maestà? Può darsi: ma è pur vero che di un disco del genere, oggi, non si sente alcun bisogno. Perché non si tratta di attualizzazione dello stile, di tributo alle radici, di riscoperta ragionata. “Hell” è semplice riproposizione. E se chiunque può riconoscere ai primi album dei Venom l’importanza storica, l’impatto selvaggio e la spinta propulsiva, di certo si tratta di annotazioni di carattere contestuale, storico appunto. Decontestualizzando, resta solo musica di basso lignaggio tecnico e prevedibilità senza pari, dato che tutto è già stato scritto decine di anni fa, dalle stesse persone, con gli stessi mezzi. Quindi, onore ai Venom per il loro percorso, ma non rimangono molti motivi, all’infuori dell’affetto, per acquistare un album come “Hell”. Certo, c’è il nome, c’è il carisma, i Venom (anzi, chiariamolo: Cronos, perché Abaddon e Mantas hanno mollato da un pezzo) sono mostri sacri: ma qui non si parla di un concerto, non della magnifica esperienza di toccare l’aura mitica delle star di un tempo, e se parlando dei Venom la prima e unica cosa che ci viene in mente è il fatto che hanno fatto la storia, allora vuol dire che non c’è molto altro che possano dare, che non ci siano poi tanti motivi per tenerli presenti al di là del loro peso storico.
Questa è nuova musica, sono nuovi brani, e il nome, purtroppo per i Venom, è altra cosa da talento, ispirazione, classe. Così come la storia di oggi, che è diversa da quella del 1982.
E, alla fine dei conti, quello che resta è musica di scarsa qualità.

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