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Venom” è una bizzarra creatura aliena e amorfa che non sa bene quale sia il suo posto nel mondo. No, non mi mi riferisco al simbionte creato da Todd McFarlane e David Michelinie, ma proprio al film di Ruben Fleischer con Tom Hardy e Michelle Williams, appena uscito nelle sale.

Alieno, perché è davvero il film che nessuno si sarebbe aspettato, considerando il materiale di partenza. Il Venom dei fumetti – ospite nel corpo del giornalista del Daily Globe Eddie Brock, caduto in disgrazia per colpa di Peter Parker – e uno dei più popolari nemici di Spiderman, nonché tra i più interessanti villain dell’Universo Marvel. Anche solo stilisticamente. Gigantesco e muscoloso, con quegli occhi vitrei e deformati, i denti da squalo e la bava verde, è un essere spaventoso. E sebbene con il tempo Venom sia diventato un vero e proprio anti-eroe, trasformarlo nel protagonista di una buddy comedy, come in questo caso, sembra quantomeno azzardato. C’è da dire che non è la prima volta che il personaggio di Venom arriva sul grande schermo e finisce in caciara. Ricordare lo sfortunato “Spider-Man 3″ di Raimi?

Amorfo, perché “Venom” presenta degli scarti di tono e stile che lasciano sbigottiti. Inizia mescolando alcuni topoi tipici della fantascienza e dell’horror, trasformandosi di punto in bianco in commedia sgangherata in grado di sbagliare ogni singolo tempo comico.  

La storia è semplice. Eddie Brock (Tom Hardy), dopo essersi lasciato alla spalle i suoi problemi al Daily Globe, si è trasferito a San Francisco. Qui viene coinvolto nell’indagine su un’organizzazione senza scrupoli diretta dal miliardario Carlton Drake (Riz Ahmed), che sta effettuando esperimenti che coinvolgono cavie umane e parassiti alieni. Nel momento in cui uno di questi simbionti entra nel corpo di Brock, il film si trasforma in una versione fantascientifica di “La strana coppia”.  

Tra un dialogo su quanto sia poco corretto andare in giro a mangiare pancreas e polmoni delle persone e consigli su come riconquistare la fidanzata Anne (Brock e il suo parassita chiacchierano tra loro in continuazione!) c’è anche qualche scena d’azione, confusa, mal illuminata e straripante di CGI. Inutile dire che, anche nelle sequenze in cui si presume che Venom mangi teste e dilani corpi, non si vede una singola goccia di sangue. Nemmeno digitale. 

La responsabilità è in parte di Ruben Fleischer (già regista l’ottimo “Benvenuti a Zombieland”), che non riesce in nessun modo a dare organicità a questo strano miscuglio di generi. Sembra, inoltre, non avere alcun controllo sulla direzione degli attori, artisti di grande talento come Tom Hardy, Michelle Williams e Riz Ahmed, che qui sembrano disorientati. Fa soprattutto male vendere Hardy costretto a interpretare un personaggio incoerente, sopra le righe, scritto tanto goffamente.

Il problema più evidente sta, infatti, nella sceneggiatura Scott Rosenberg e Jeff Pinkner, pigra e svogliata, che sembra più interessata riempire la storia di spunti comici “alla Deadpool” (approccio destinato a fallire, in un prodotto PG-13) che comprendere la natura sfaccettata di un personaggio – due in uno, in realtà – tanto complesso e dal grandissimo potenziale. 

Venom”, tuttavia, non se la cava malissimo dal punto di vista del ritmo, riuscendo a confezionare un film che a suo modo diverte. Si ride di “Venom”, non con “Venom”, ma almeno, si ride forte. E, se devo essere sincera, dopo questo assaggio, non disdegnerei di vedere una sitcom sulla vita da coinquilini di Venom e Brock.

Venom-font-friends

Tipo questa.

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