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Retroactive Abortion

Che la Ipecac fosse una delle etichette più interessanti dell’ultimo periodo è una cosa che metabolizzata già da tempo: eclettica, frastornante, sempre alla ricerca di band che sappiano il fatto loro, doti che fanno della casa di Mr.Patton una delle pietre angolari per quello che riguarda la musica estrema moderna. Signori e signore, il “Concetto Malevolo” è una delle uscite più crude e secche di questa stagione. La domanda è questa: cosa succede quando metti Kevin Sharp (Brutal Truth) a fagocitare un microfono, Buzz Osbourne (Melvins, Fantomas) a picchiare la sei corde, Shane Embury e Danny Herrera (Napalm Death) alla sezione ritmica? Succede che esce un disco hardcore al di sopra delle righe. Uno potrebbe pensare che, visto il retaggio musicale del combo, la musica proposta venga decisamente influenzata da grind, death o grunge, ma possiamo assicurare che il presente “Retroactive Abortion” è puro punk hardcore, che si tiene con aria baldanzosa in bilico sul precipizio della “conoscenza” musicale che spesso diamo per scontata.
La cosa che colpisce più del disco è stata la capacità di fondere un old school californiano con i suoni spessi dell’East Coast senza per questo disdegnare l’essenzialità dell’hc sudamericano tipo Ratos De Porao o Olho Seco (vedi “Idiot Parade” o “Anti-Social”) o la frenesia di quello nipponico. Sedici brani durissimi e al limite dell’ignoranza ci forniscono interessanti riscontri: Sharp si dimentica di screamin’ e growlin’ e urla come l’hc vuole che venga fatto, King Buzzo (a parte le esplosioni nei Fantomas e alcuni brani con i Melvins in “Eggnog”) pigia decisamente il piede sull’acceleratore, Embury si diverte con le sonorità inglesi punk o hardcore simil Discharge (“I Said It Before”, “Group Hug”) e Herrera tiene una media di 200 bpm per tutta la durata del disco (grandioso il suo lavoro nel pezzo conclusivo “Brain Crash”). “Retroactive Abortion” è semplice e ben fatto, con questi quattro il flop non era neanche lontanamente concepibile; impasto denso e tornado ritmici costruiscono questa tradizione rumoristica e catastrofica che continua nella sua involuzione.

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