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Una nuova promessa

I Veracrash sono un quartetto milanese che giunge oggi al debutto discografico con l’ottimo “11:11″, risultato di sei anni di esperienza live e registrazioni minori.

L’impatto visivo si rivela subito curato, affidato all’esperta mano di Seldon Hunt che introduce benissimo nel mood cupo dell’album.
Rock psichedelico è ciò che dicono di suonare e non gli si può dar torto: fra le note echeggiano gli spiriti dei Kyuss, dei Melvins, dei Sonic Youth oltre a vaghe ombre shoegaze.

Senza dimenticare mai l’impatto sonoro. Perché, grazie a strutture ritmiche talvolta memori della lezione dei Queens Of The Stone Age, la band regala mezz’ora abbondante di trip che non mancherà di soddisfare chi lo intraprenderà. Il mix lascia i suoni volutamente sporchi, con timbriche ed impatto molto live, scelta assai azzeccata per donare notevole uniformità al lavoro senza appiattirlo.

Una bella sorpresa, che speriamo nel tempo regali i frutti che sembra promettere, sviluppando maggiormente un suono scevro dai richiami ancora un po’ troppo netti di questo esordio.

Disco senza dubbio interessante che ripaga dell’ascolto grazie ad un flusso sonoro notevole. Rimangono un po’ troppo in vista le influenze, soprattutto di Queens Of The Stone Age e Kyuss nei riff di chitarra, ma la cosa non si rende mai fastidiosa nel disco.
Non c’è dubbio: se sapranno distinguersi un po’ di più ne combineranno delle belle.

Pro

Contro

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