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I Verdena in concerto al Rock in Roma 2015, report live e scaletta

L’ultima volta dei Verdena a Roma, lo scorso marzo, era stato una vero trionfo, un’ esibizione praticamente perfetta e senza sbavature, che ci aveva fatto spendere (a ragione) parole oltremodo entusiastiche. Ora, a poco più di un mese dall’ uscita del volume 2 di quell’opera monumentale che è Endkadenz, i Verdena tornano a Roma nella cornice dell’ Ippodromo delle Capannelle, che mette a disposizione un palco davvero enorme e che, forse, in alcuni casi, può anche essere controproducente.

I Fast Animals And Slow Kids, ad esempio, (che hanno aperto il concerto) sono apparsi totalmente galvanizzati dall’enormità della location e dal fatto di poter adoperare un amplificazione cosi mastodontica. Un sound che su disco sembra più ricco di sfumature, dal vivo, senza orpelli di sorta, e sparato cosi’ a manetta (perdonate il giovanilismo) si riduce ad un onesto punk-rock con qualche (sporadica) divagazione, che i FAASK snocciolano con veemenza e convinzione, forse anche troppa. Risulta difficile capire quanto in realtà siano autentiche quelle pose da rocker consumato, ed il fatto di chiamarsi il pogo con tanto di conto alla rovescia, come un Giocagiuè qualsiasi, non depone certo a loro favore.

Prima di parlare dell’esibizione dei Verdena occorre fare una piccola premessa. Oramai, il suono di questa band, si regge su un equilibrio sottilissimo, fatto di piccole sfumature, di piccoli elementi che collidono tra loro in ogni composizione per creare qualcosa di unico e avvolgente. Una location come l’Atlantico Live riuscì a contenere perfettamente questo equilibrio, cosa che purtroppo non si è replicata completamente ieri sera. Per sonorità del genere, un posto come l’Ippodromo risulta dispersivo: con i volumi troppo alti molte sfumature rischiano di disperdersi nell’aria.

La scaletta prende a piene mani da Endkadenz Vol 1, ma spesso e volentieri la voce e la chitarra di Alberto Ferrari ‘scompaiono’, danneggiando irrimediabilmente delle perle come Ho una Fissa e Sci Desertico. Un po’ meglio con i pezzi di Wow: Loniterp è sempre esaltante, Miglioramento è un gran bel ripescaggio, ma su Le scarpe volanti si fa fatica ad udire le parti di sintetizzatore che danno al pezzo quell’atmosfera cosi sognante. Questi continui problemi di fonia costringono la band a fermarsi molto tra un pezzo e l’altro per poter sistemare i volumi, cosa che spezza il ritmo ed il grado di coinvolgimento del pubblico. Data la potenza dell’impianto di amplificazione, le migliori esecuzioni sono state, ovviamente, quelle dei pezzi più ruvidi e con maggior tiro: i ripescaggi dal passato remoto di Viba, Miami Safari e Morbida (vera delizia per i fan di vecchissima data) e quelli da Requiem, con una Non prendere l’acme Eugenio di rara potenza e cupezza, o una devastante Isacco Nucleare. Menzione d’onore per Rilievo e Funeralus, due lunghe e morbide cavalcate poste entrambe sul finale di scaletta (quando era stata ritrovata un’adeguata amalgama sonora) e che ci dimostrano quanto i Verdena sappiano ormai maneggiare agevolmente la psichedelia (Guarda le foto del concerto dei Verdena al Rock in Roma).

La scaletta dei Verdena al Rock in Roma 2015

Alieni tra noi

Ho Una Fissa

Sci Desertico

Loniterp

Derek

Le scarpe volanti

Contro la ragione

Un po’ esageri

Non prendere l’acme, Eugenio

Miami Safari

Castelli per aria

Nevischio

Puzzle

Miglioramento

Viba

Muori delay

Rilievo

Encore:

Morbida

40 secondi di niente

Isacco nucleare

Funeralus

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