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    Verily So

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Sincerissimamente

L’estate del 2009 fu all’insegna della proficuità per Marialaura, Luca e Simone: era il momento della nascita del nucleo di ciò che ora costituisce gli “in verità è così“.

L’album di debutto sembra voler mostrare al mondo intero che gli italiani saranno anche stati bravi nel melodramma, nel cantautorato, nella musica melodica… MOBBASTA PERO’. È giunta l’ora di togliersi tutti codesti appellativi e fare del sano rock indipendente.

E quindi via alle atmosfere shoegaze, con espliciti richiami alla new wave (vedi The Jesus And Mary Chain, Echo And The Bunnymen), agli ambienti folk dal sapore nostalgico e ai tamburelli intimisti che suggeriscono il “si stava meglio quando si stava peggio”.
Lingua inglese di rigore, usata bene.

“Ballad” è quasi un omaggio al lavoro di artisti del calibro di Nick Cave e Tom Waits, con quel mischiarsi di voce maschile e femminile in un impasto denso e tragicamente emotivo, benché il finale ricordi la gallagheriana “The Importance Of Being Idle”.
Le chitarre arpeggianti e i cori spettrali (“Guns On Fire”) funzionano sempre.

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Contro

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