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Tre nessuno centomila

Il trio modenese composto da Alessandra Gismondi, Corrado Nuccini ed Emanuele Reverberi salpa per l’isola della memoria con un particolare EP. Tra voci ora appositamente dissonanti, ora impastate all’unanimità, le melodie corali degne quasi di una cerimonia solenne rimbombano nella chiesa sconsacrata di San Rocco a Carpi e ne impregnano le pareti. L’aria si tinge di malinconia e di passato, in una reazione chimica fatale: un’orchestra di sole tre persone, capace di riempire ogni vuoto tramite l’uso sapiente di violino, sintetizzatori, tromba, chitarre, basso e batteria. Se questo è solo l’inizio, il futuro avrà molto in serbo.

“The System” è una traccia che cala l’ascoltatore in una dimensione atemporale, dove i suoni rievocano l’ethereal new wave dei Cocteau Twins e le voci sembrano plasmarsi sui frammenti armonici dei Dead Can Dance. Le liriche di tutto il disco sono perlopiù improntate a un forte spleen baudelairiano, consolidato dal mesto pianoforte che talvolta emerge dall’amalgama strumentale creatasi. Per chiunque non abbia ancora avuto modo di approcciarsi agli- ormai- antichi anni ’80 in vinile, i Vessel rappresentano a mio avviso un ottimo punto di partenza. Pardon, di levare gli ormeggi.

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Contro

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