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  • Vessels: The Great Distraction

    Different Recordings / none

    Data di uscita: 29-09-2017

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Uscito il 29 settembre, The Great Distraction è il quarto album in studio rilasciato dai Vessels, band inglese in attivo dal 2005 nel mondo della musica post-rock, che si era distinta fin da subito per le sonorità psichedeliche e un uso personale della componente elettronica.
Nel 2015, con l’uscita del terzo album Delate, avevano però iniziato a discostarsi dallo styling post-rock delle origini mettendo da parte le chitarre per lanciarsi nella carriera della produzione house e techno e polarizzandosi verso una musicalità fortemente elettronica e progressive.
Il nuovo album prosegue lungo la scia del precedente mostrandoci la volontà e grande capacità del gruppo di giocare con i suoni e di sperimentare con vocoder, loop station e drum machine per trascinare l’ascoltatore in una giostra di suggestioni stroboscopiche e originali divagazioni ipnotiche.
Le collaborazioni, presenti in quattro delle dieci tracce, con diversi artisti  (John Grant, Vincent Neff dei Django Django, Katie Harkin dei Sky Larkin e Wayne Coyne dei The Flaming Lips) si mostrano essere il punto di forza dell’album, che apparirebbe altrimenti piuttosto freddo. Ne è un esempio Mobilize, traccia d’apertura di otto minuti e mezzo che partendo da sonorità ambient si sviluppa fino ad arrivare ad un’esplosione house.

Tra le altre tracce spicca Deflect the Light in collaborazione con Coyne in cui auto-tune e l’uso combinato di synth  dai toni tintinnanti creano quella ragnatela di suoni che sembra essere ripresa nel testo: ‘There inside a cobweb / A struggling butterfly is trying to be free‘.
Nel complesso di tratta di un album sapientemente studiato in ogni particolare, dall’uso dei delay che crea interessanti controtempi ritmici all’intreccio di vocoder in loop e bass synth dal sound esplosivo.

 

di Ilaria Sutti

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