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Al via il Festival del Film di Roma 2014

Parte oggi, 16 ottobre, la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, e le porte dell’Auditorium Parco della Musica stanno per riaprirsi al pubblico e agli addetti ai lavori che fino a sabato prossimo affolleranno i tre gusci disegnati da Renzo Piano, la sala del MAXXI, il cinema Barberini e le altre piccole sale ricavate all’interno della struttura. Ma la prima domanda è: ci sarà anche il pubblico pagante, o le proiezioni saranno piene perlopiù di accreditati e invitati come nelle precedenti edizioni?

La kermesse romana ha una storia breve e travagliata. Nata per iniziativa dell’allora sindaco Walter Veltroni come risposta più sbarazzina ai paludati Festival europei, sotto la direzione della direttrice di “Ciak” Piera Detassis ha cambiato mano e finalità a seconda degli avvicendamenti in Campidoglio. L’arrivo di Alemanno portò alla direzione il decano dei critici italiani Gian Luigi Rondi, al quale è succeduto, questo è il suo terzo anno, l’attuale direttore Marco Müller. E la “festa” veltroniana si è trasformata man mano in un Festival vero e proprio, che ha sempre avuto dalla sua la suggestiva location della Città Eterna ma ha sempre scontato la mancanza di storia e tradizione non riuscendo a reggersi sulle proprie gambe e ad attirare le anteprime mondiali degli autori e delle star più affermate.

La credibilità accumulata da Müller negli anni (ha diretto, tra gli altri, anche Venezia e Locarno) ha fatto sì che, dopo una prima edizione organizzata in fretta e furia, quello dell’anno scorso si sia rivelato un Festival davvero stellare: grandi autori, grandi film di genere, una selezione davvero notevole. Ma cosa ci riserverà quest’anno?

Ad una prima occhiata, i motivi d’interesse sono davvero tanti.

Il concorso ufficiale, ribattezzato Cinema d’Oggi, sconta la collocazione temporale che posiziona Roma dopo Berlino, Cannes, Locarno, Venezia, Toronto, New York e (di qualche giorno) Londra: per farla breve, ci si prende quel che è rimasto. I nomi cari agli appassionati sono quelli di Aleksej Fedorcenko (“Angels of Revolution”) e João Botelho (“The Maias – Story of a Portuguese Family”), gli italiani sono Pasquale Scimeca con “Biagio”, Claudio Noce con “La foresta di ghiaccio” (Emir Kusturica nel cast) e Alessandro Piva (l’autore di cult assoluti come “La capa gira” e, in misura minore, “Mio cognato”) con “I milionari”. Per il resto, siamo pronti a farci stupire da una pletora di esordienti e non che, francamente, non conosciamo.

Il “glamour” è affidato alla sezione Gala, e alle sua anteprime mondiali, europee o soltanto nazionali. I nomi di spicco? “Gone Girl” di David Fincher, con Ben Affleck, Rosamund Pike e il Neil Patrick Harris di “How I Meet Your Mother”, “Trash” di Stephen Daldry, con Martin Sheen e Rooney Mara, “Escobar – Paradise Lost” di Andrea Di Stefano, con Benicio Del Toro nel ruolo del celebre narcotrafficante colombiano e, per i nostalgici degli anni Ottanta, gli Spandau Ballet in forze che presenteranno il documentario a loro dedicato, “Soul Boys of the Western World”. Da segnalare anche “A Most Wanted Man” di Anton Corbijn, ultimo film girato dal compianto Philip Seymour Hoffman, e il corto “A Rose Reborn”, del grande autore sudcoreano della “Trilogia della vendetta” Park Chan-wook.

La sezione Cinema XXI, già Extra, la più sperimentale e autoriale, viene sostituita da Wired Next Cinema (al Maxxi) e da Mondo Genere, uno sguardo sui migliori thiller e horror di prossima uscita, L’attesa qui è tutta per “Tusk” di Kevin Smith, protagonista un redivivo Haley Joel Osment ingrassato a dismisura per l’occasione, e “Stoneheart Asylum” di Brad Anderson, con un cast all star che annovera, tra gli altri, Michael Caine e Ben Kingsley.

Grossi spazi anche al cinema italiano, presente e passato: la solita mulleriana riserva indiana che a Venezia era Controcampo Italiano e qui diventa Prospettive Italia, e una meravigliosa retrospettiva del gotico nostrano anni Cinquanta e Sessanta con una selezione di pellicole dell’immenso Mario Bava, di Riccardo Freda, di Vittorio Cottafavi e tanti altri.

Volete sapere quali star troverete ad attraversare il red carpet? Intanto posso dirvi quelle che animeranno le masterclass e gli incontri con il pubblico all’interno della sala Petrassi: Asia Argento, Geraldine Chaplin, Kevin Costner, Clive Owen. E soprattutto loro, i due premiati con il Marc’Aurelio d’Oro alla carriera, un’altra genialata mulleriana che mette sugli altari due grandi del cinema mondiale, da sempre snobbati da premi e riconoscimenti: Tomas Milian e Takashi Miike.

Ma c’è davvero tanto altro: una miniserie di Steven Soderbergh, il nuovo fan film dedicato a Dylan Dog da Luca Vecchi dei “The Pills”, la terza opera di Gianni De Gregorio, un documentario in 3D (???) sulla canonizzazione dei Papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Insomma, seguiteci su LoudVision e non perderete davvero nulla di tutto questo. Se poi volete passare dall’Auditorium a vedere anche voi qualche film, ricordiamo che i premi quest’anno saranno assegnato dal pubblico che voterà con delle schede fornite all’uscita sala. Buon Festival a tutti.

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