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Victory Records: Non per tutti i gusti

Oggi parliamo delle recenti uscite di una gettonata label americana: la Victory Records di Chicago è un’etichetta musicale che da anni propone, secondo le scelte stilistiche del suo fondatore Tom Brummel, un hardcore melodico o meno, con svariate puntate in altri generi. Si tratta di un’etichetta indipendente, anche se con contatti con major e con una grande quantità di uscite alle spalle. Tra le band più importanti ad aver inciso per la Victory contiamo i Taking Back Sunday, gli Hawthorne Heights, i Thursday, i Comeback Kid: chi conosce almeno di nome questi gruppi può ben capire di quali generi musicali si stia parlando.

La prima uscita di cui trattiamo è “Homesick” degli A Day To Remember, gruppo popcore che sembra essere piuttosto in voga, basta andar sul loro myspace e leggere la quantità di date in programma tra Stati Uniti e Regno Unito. Ascoltandoli non è difficile intuire come seguano orientamenti di genere prettamente adolescenziali che vanno per la maggiore. Emopopcore alla moda. Una gallina dalle uova d’oro per la Victory.

Il secondo gruppo sono i Corpus Christi, alfieri di quel chimerico genere chiamato christian metal; basta leggere il titolo di un brano, “Fight For Your King”, per capirlo. Il disco in questione s’intitola “Darker Shade Of White” e presenta un metalcore urlato, con doppia cassa e growl a volontà, ma anche molte aperture melodiche.

Per terzi arrivano i Within The Ruins, i più cattivi del lotto, che presentano il loro “Creature”. Il quintetto del Massachussets unisce la vena hardcore ad un più accentuato tecnicismo metallico, la violenza d’esecuzione e i continui cambi di tempo ne stanno sancendo il successo nella cerchia di appassionati del genere.

Con “What It Take” dei The Sleeping torniamo nel campo dell’emocore, anche se con un minore influsso pop rispetto a quello degli ADTR. Sembra che comunque anche questo gruppo stia riscuotendo un buon successo di pubblico. La loro abilità sta forse nel saper proporre la solita formula con il pizzico di professionalità necessaria e nello sfoggiare il minimo eclettismo indie necessario a camuffarli da gruppo alternative.

Ultima uscita della serie è “Night Storms Halffire” degli Arise And Ruin, probabilmente la migliore. Il quintetto canadese è l’unico effettivamente privo di influenze popcore ed è quello che manda il maggior numero di colpi al bersaglio. Thrash metal fatto e finito, con grande solidità di suoni, cattiveria, assoli secchi ed incendiari. Niente da dire, un buon lavoro.

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