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Sanremo 2009: Vincitori o vinti?

Marco Carta e Arisa. Del primo avevamo già sentito parlare in abbondanza. La seconda, invece, è piombata nei nostri schermi e nelle vostre playlist solo di recente. Entrambi hanno in comune la recente vittoria del Festival Di Sanremo 2009, categoria Big il primo e categoria Giovani la seconda.

Nonostante i dati vorrebbero farci credere che questi due giovani e freschi volti acqua e sapone siano vincitori a tutti gli effetti, con tanto di vendite in salita, noi non vogliamo fidarci. E ci permettiamo, quindi, di ascoltare le due uscite discografiche post Sanremo, titolate “Sincerità” (Arisa) e “La Forza Mia” (Marco Carta). Ritrovandoci di fronte a una semplice domanda: proprio sicuri che si tratti di vincitori?

Perché le sigle dei cartoni animati di Cristina D’Avena avevano più dignità del buonumore diabetico che cola da “Sincerità”, dove la stupenda voce di Arisa è più che altro veicolo di slogan à la Mulino Bianco, peraltro un po’ riduttivi quando si vuole tirare in ballo questa generazione che aspetta una pensione che forse non arriverà. Constatando, poi, che è davvero un peccato che la voce graffiata dal blues di Marco Carta si sprechi a cercare di omologarsi il più possibile al mercato. Senza troppi giri di parole, insomma, entrambe le nuove uscite si rivelano essere poco meno che un tripudio di cliché adagiato su una base asetticamente statica. E ci sfiora l’idea che i due cantanti siano vinti dal sistema dell’anonimato, che è riuscito a serializzare anche la musica e dove le canzoni sembrano essere prodotte a cottimo. Melodie che funzionano a regime, impeccabili turnisti che si prestano a suonare e arrangiamenti che più pop non si può. Come se tutti questi ingredienti bastassero per rendere un prodotto vincente, sottovalutando invece l’importanza della creatività e della spontaneità.

Forse, abbiamo sbagliato quando abbiamo creduto che i baluardi del Festival 2009 nascondessero, da qualche parte, una loro personalità e una ventata di aria fresca. E ci ritroviamo, adesso, con un pugno di promesse non mantenute.

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