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  • Vindictiv: Vindictiv

    Vindictiv

    Data di uscita: 21-01-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Yngwie who?

Le auto della Volvo, i mobili dell’Ikea e le bands heavy metal sono probabilmente i prodotti di punta del mercato export svedese, ma se sulla qualità dell’industria automobilistica locale possiamo avere pochi dubbi, sui mobili dal nome impronunciabile e dalle istruzioni immaginifiche lasciateci stendere un pietoso velo. Sui gruppi metal si può invece aprire un ampio dibattito: la qualità infatti è sempre stata medio-alta, con punte di assoluta eccellenza. Peccato non sia questo il caso dei Vindictiv, il cui debutto vede la luce in questo primo scampolo di 2008. Guidata dal chitarrista Stefan Lindholm, che deve aver speso la propria adolescenza accendendo i ceri davanti al santino di Yngwie Malmsteen, la band esordisce con un anacronistico album di classico heavy metal melodico dalle atmosfere pompose tipiche di certe produzioni nord-europee degli anni’80, che nemmeno la presenza di un vocalist de-luxe come Goran Edman riesce a sollevare dall’anonimato. L’occasione ci pare davvero sprecata: nell’arco dei tre quarti d’ora su cui si svolgono i dieci brani inclusi non troviamo nulla di eccessivamente terrificante, ma neanche nulla di assolutamente esaltante. Le canzoni vengono letteralmente invase dal chitarrismo un po’ fine a sé stesso di Lindholm, contrastato dalle onnipresenti tastiere del pur bravo Pontus Larsson ed impreziosite dal cantato di Edman, come sempre impeccabile ed a proprio agio tanto nelle parti melodiche quanto in quelle aggressive. Latitano purtroppo la sostanza e la varietà, che troviamo almeno parzialmente solo nel finale, con i due highlights “A Second Life” e “Fata Morgana”. Insipido.

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