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Vinicio Capossela fa ballare Catania: report live e scaletta

Vorrei raccontarvi questo report partendo dal finale, senza rovinarlo troppo, ma semplicemente mettendo in chiaro una cosa. Vinicio Capossela è un artista ormai conclamato, di strada ne ha fatta parecchia. E’ un artista che piace o non piace, non esiste una mezza misura. E questo perché il suo stile è unico, inconfondibile, magico. Proprio come magico è stato il live che si è tenuto lo scorso 9 marzo al Teatro Metropolitan di Catania. Inizialmente si è fatto un po’ desiderare, ma poi non potevamo non perdonarlo dopo averci regalato pezzi eccezionali del suo repertorio. E così l“Ombra tour” ha raggiunto anche la Sicilia in uno show di giochi di luce, l’ambient giusto, travestimenti del nostro Vinicio tra un’esibizione e un’altra. Un vero e proprio spettacolo d’intrattenimento, e non solo. Vinicio ironizza spiegando al pubblico che il prezzo del biglietto dei concerti è un po’ caro, ma è pur sempre meno caro di quello di una seduta di psicoanalisi. Probabilmente Freud avrebbe approvato quest’”ottica” originale.

Torno un attimo indietro, all’inizio. Vinicio scioglie il ghiaccio con “Le creature della cupa”, tratto dal suo ultimo album “Canzoni della Cupa”, uscito lo scorso anno. Ma per ora di lui udiamo solo l’inconfondibile voce, senza riuscire a individuarlo (è quasi tutto buio). L’atmosfera è oscura e selvatica, e persino la sua band, “gli uomini neri” si immedesimano nella parte.
E’ solo dopo “Scorza di Mulo” e “Il Pumminale” che l’artista si “rivela” fisicamente a noi. Capossela non ci fa mancare proprio nulla (conosce bene il pubblico che da anni lo segue, alcuni ovunque), dai momenti di puro relax dove abbiamo assaporato i pezzi del nuovo disco, ad altri un po’ più “vivaci”, in cui ritroviamo con piacere quel gusto di pizzica che tanto amiamo, come in “Maraja” (dall’album “Marinai, profeti e balene”) e la più recente “La Bestia nel Grano”.

Niente è però equiparabile al “Ballo di San Vito” (con cui Vinicio ci fa credere che il concerto è finito). Una performance fantastica che ci fa alzare e ballare tutti, senza tralasciare l’accompagnamento del tamburello “stregato”, che ha il suo perché e ci incanta.
Come ci incanta poter riascoltare “Con una rosa” e “Che cos’è l’amor” nel bis (e noi che pensavamo di averle scampate – ironia).

Chapeau meritato. Ma non c’erano dubbi del resto.. “Di che fate meraviglia”.

Scaletta
Le creature della cupa
Scorza di mulo
Il pumminale
Maddalena
La notte di san giovanni
L’angelo della luce
La bestia nel grano
Brucia troia
Vinocolo
Dimmi Tiresia
Le sirene
Parla piano
Fatalita’
Modi’
Corvo torvo
Scivola va via
Maraja
Sonetti/Pena dell’alma
Pettarossa
lo sposalizio di maloservizio
Il lutto della sposa
Il treno
Il ballo di san vito

 

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