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Vinnie Moore: Collection: The Shrapnel Years

Virtuoso con sensibilità

Chitarrista virtuoso, professionista consumato, che non pecca d’umiltà e piacevolezza nel proporsi al pubblico, amante del proprio mestiere, leggenda con vent’anni di fama alle spalle come guitar hero.
È forse l’assenza di inutili barocchismi, e la capacità di suonare in modo decisamente personale ed invidiabile, sempre mobile, all’inseguimento di suoni ed intrecci gradevoli, che ha fatto della musica di Vinnie qualcosa di più ampiamente condivisibile, oltre quelle invisibili barriere che erigono molti virtuosi delle 6-corde, rinchiusi nei loro esercizi di stile. Un brano qualsiasi di questa collezione che celebra gli anni sotto la Shrapnel, entro il primo minuto, è in grado di dare la certezza che la musica è sempre stata la priorità di questo chitarrista, qui affiancato da vari musicisti che hanno collaborato con lui durante la lunga carriera: alle chitarre oltre a Vinnie Moore anche Wayne Findlay, alle tastiere Tony MacAlpine e David Rosenthal, al basso Andy West, Barry Sparks e Dave LaRue, ed infine alla batteria Shane Gaalaas, Tommy Aldridge e Steve Smith. La collezione attinge dalla discografia a partire dal debutto del 1986, Mind’s Eye, fino al “Defying Gravity” del 2001 mostrando solidità e qualità, doti che valgono all’artista il merito d’essere sopravvisuto oltre la moda dei virtuosi solisti, che quasi sparì nella metà degli anni ’90. Nel 1999, pezzi come “The Maze” sono eccellenti nel fraseggio chitarristico e nel vocabolario tonale vario e complesso, oltre ad attestare la personalità matura di Vinnie Moore, non più visto come al suo debutto come un concorrente di Malmsteen, alla ricerca di battere tecnicamente il metro di paragone degli anni ’80.
Probabilmente gli amanti del celebre guitar hero non hanno bisogno di un album commemorativo che non aggiunge niente alla propria discografia: non vi sono bonus track particolari, nuovi mixaggi o produzioni migliorate. Ma il curioso ascoltatore che finora non ha osato, può fiduciosamente accostarsi a questa testimonianza della maturità ventennale di uno dei fondamentali chitarristi del prog rock neoclassico.

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