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Virgin Steele: Il ruggito del leone

Tutti conoscono la grandezza dell’uomo che abbiamo cercato di analizzare, la sua disponibilità e le sue risposte lo dimostrano, così come per venti anni ha fatto la sua carriera artistica. A conclusione del lavoro di LoudVision sui Virgin Steele, ecco qui le parole di David DeFeis.

LA STORIA

Hai studiato pianoforte dall’età di sette anni, dunque lo riterrai uno strumento molto importante per la musica dei Virgin Steele. Come hai pensato di introdurre questo strumento nella musica metal? Non era di certo cosa usuale al tempo…
Ho cominciato a prendere lezioni di piano ad otto anni. Avevamo un piano in casa e mio fratello lo suonava, mio padre si cimentava… così sono stato stimolato a provare con le mie mani! Poi mi sono unito alla mia prima rock band come cantante ad 11 anni. Volevo anche studiare chitarra, ma fui scoraggiato dai miei maestri, i quali dicevano: “Già suoni il pianoforte, il violino, il cello e canti, non c’è tempo per la chitarra”. Perciò quello che ho fatto è stato avvicinarmi al canto ed al pianoforte con l’anima delle chitarre! Mi sono detto: “Attaccherò il piano come fa Jimmy Page dei Led Zeppelin con le chitarre, e canterò come un glorioso assolo di chitarra protratto all’infinito!”. E quello è stato il mio approccio dall’inizio, ed ancora lo è! Perciò applicare quello strumento al metal è stato per me abbastanza naturale, dato che il metal era una musica dominata dalle chitarre ed io ero un pianista/cantante che pensava come una chitarra! Quando cominciammo in effetti le tastiere non erano molto apprezzate nel pensiero metal ma io dissi “Fottetevi tutti”, ascoltate i Deep Purple, o alcune tracce pesanti dei Led Zeppelin, o Bach e i maestri classici, e vi sfido a dirmi che non sono fottutamente heavy! Ho vinto, abbiamo vinto, ed ora guarda… la maggior parte delle metal band incorporano le tastiere nella loro musica. Ahhhh, sì, vendetta e vittoria! Ah ah!

Un mio amico vorrebbe congratularsi con te per “Angel Of Light” da “Noble Savage”. Dice che non esiste canzone meglio arrangiata, con uno straordinario break jazz…
Grazie! Mi sono divertito a crearla, ed ancora la suoniamo a volte dal vivo. Credo che Edward suoni un grande assolo in quella canzone! Ricordo quando la registrammo, l’ingegnere disse: “Cosa diavolo ci fa questo pezzo jazz in questa canzone?”, ed io dissi: “Ah… sta zitto e registrala, lascia la composizione a me!”. Pensò anche che fossi fuori di testa quando cominciai con la parte parlata in stile Lucifero! Ma alla fine realizzò che io, noi, sapevamo cosa volevamo ottenere, e dunque acconsentì. E fece anche un buon lavoro con tutto il disco.

Siete arrivati al top del vostro primo periodo con “Noble Savage”, ed il buon “Age Of Consent” ebbe un pessimo riscontro commerciale. Come mai? Ci puoi dare un’idea di quel brutto momento della vostra carriera?
Sì, eravamo sul nostro primo altopiano quando rilasciammo “Noble Savage”, poi… “Age Of Consent” fu praticamente inviato nel mondo per morire! Nessuna promozione, nessun supporto, niente! Il nostro manager in quel momento ci rovinò semplicemente il momento, e dunque ci toccò licenziarlo e ricominciare da capo. Quello sì che è stato un periodo oscuro! La feci finita con le decisioni sbagliate del manager o i vari desideri della gestione di farci diventare quello che non volevamo essere. Qualcuno ci voleva come Bon Jovi o i Mötley Crüe, ma noi non potevamo essere come loro, perché noi eravamo i Virgin Steele e dovevamo rimanere per sempre così!

Conosci una band chiamata Exorcist?
Sì! Gran vecchio Black/Thrash/Power Metal! Ho prodotto l’album. So che quel lavoro fu d’ispirazione per alcuni gruppi black metal norvegesi. È abbastanza sorprendente da ascoltare!

Penso che “Life Among The Ruins” sia un discreto album, ma il meno interessante della vostra discografia. Sei d’accordo? È anche in qualche modo diverso, in quanto a sound, da “AoC” ed il successivo “Marriage”. Ci sono ragioni precise?
No, non sono d’accordo. Mi piace molto quell’album, credo sia incompreso e sottovalutato. Sì, è abbastanza diverso dagli altri, ma è anche una naturale altra sfaccettatura della band. All’inizio io ed Edward suonavamo spesso delle canzoni dei Led Zeppelin o di altri gruppi blues rock, e questo è stato un ritorno alle nostre radici musicali. Lo so che non era il nostro usuale epic metal, ma pensai che canzoni come “I Dress In Black”, “Crown Of Thorns” o “Jet Black” fossero degli epic blues! E… ci sono delle buone ballad ed in genere buone canzoni. I nostri fan che ci hanno scoperti con quell’album, lo apprezzano molto. Coloro che si aspettavano un altro “Noble Savage” invece lo odiano. Si può anche dire che in alcuni paesi è uno dei preferiti, ed in altri no. È un prodotto onesto, ed un altro lato di noi.

C’è un momento della vostra carriera che ami di più ed uno che odi di più?
Il periodo tra “Age Of Consent” e “Life Among The Ruins” è stato il più oscuro. Sono però riuscito, se non a necessariamente divertirmi, almeno a trarre forza e conoscenza da tutti i periodi non molto positivi. Ci sono stati in realtà molti periodi oscuri nella nostra storia, ma hey, superandoli mostri il tuo vero valore!

Un album che preferisci?
Mi piacciono tutti per motivi diversi, ma può darsi che sia più coinvolto dagli ultimi lavori “House Of Atreus”, a causa dell’elevato livello compositivo, ed anche a “Marriage/Invictus”, per ragioni simili.

Un concerto?
Molti grandi concerti ed alcuni che ho odiato. Ma in genere la gran parte è stata abbastanza buona. E… continuano a migliorare!

Quindi nella vostra carriera è arrivata l’era dei concept: ne avete registrati 5 di altissimo livello, tutti basati sulla mitologia greca. Ti interessa così tanto?
Grazie per le parole gentili! Sì, amo la mitologia greca e tutte le altre varie culture allo stesso modo. Sono stato introdotto nel mondo dei miti dalle prove e dagli spettacoli di mio padre. Aveva una compagnia teatrale chiamata The Arena Players Theater. Metteva in scena opere di Euripide e Shakespeare, ed io guardavo le prove e poi le rappresentazioni. Era davvero immensamente ispirante, così che cominciai a cercare libri su quei soggetti ed a divorare tutta la magnifica conoscenza che vi era contenuta! Trovai questo mondo esotico, bello e strano, e decisi di creare a mia volta dei mondi che potessero ispirare qualcuno come era successo a me. Mi piacciono particolarmente i miti greci, dato che tutti i personaggi, uomini, dei, demoni, etc, compaiono tutti quanti in forma umana. Ed anche le storie stesse sono eterne e senza tempo, sia nei significati che nelle loro funzioni. C’è una vera filosofia in quei lavori!

Continuerete a registrare concept ed a parlare di mitologia? Quali sono i progetti per il prossimo album?
Continuerò, e per quanto riguarda quello che arriverà per i vostri occhi ed orecchi… dovete soltanto aspettare per vedere! Al momento sto lavorando su di un album basato sul personaggio di Lilith. Si dice sia la prima moglie di Adamo, prima di Eva, perciò… si può capire come ci siano interessanti conflitti e drammi da narrare! Sara epico? Certamente! Sto anche lavorando su di un altro album con idee non necessariamente collegate, e sto infine controllando materiale audio e video per il live album ed il DVD.
[PAGEBREAK] IL CANTATO

Una domanda sul tuo cantato: cosa hai fatto per migliorarlo? Sei mai stato a scuola o con dei maestri?
Ascolto me stesso ed altri cantanti, e cerco continuamente di migliorarmi sotto ogni aspetto. Sono un autodidatta in quanto al cantato. Ho imparato cantando la musica di Led Zeppelin, Queen, Black Sabbath, etc. Ho ascoltato intensamente cantanti come Robert Plant, Freddie Mercury e Ronnie James Dio. Sono stati loro i miei insegnanti. Quello che ho imparato è stato raggiunto tramite tentativi ed errori, successi e fallimenti, e la forza di volontà a supplire a tutte le mancanze alle mia capacità fisiche.

Per quanto riguarda i tuoi differenti stili: canti con voce pulita, screaming, falsetto… Come li hai migliorati tutti durante la tua carriera?
Osservando attentamente cosa funzionava bene e cosa non funzionava in ogni occasione. Cerco continuamente di spingermi oltre i miei limiti, ho imparato a trattare con la mia voce registrando tutti i nostri album. Sia in prova che in concerto, cerco sempre di migliorare, sto ancora cercando di diventare una chitarra umana!

Sei riuscito ad ottenere uno stile molto personale, grazie anche alla tua voce. Pensi di avere un dono naturale oppure è soltanto la forza di volontà che ti ha portato fino a questo punto?
Grazie! Sono nato con una certa quantità di capacità naturali, ma forse non abbastanza per raggiungere ciò che volevo, perciò ho lavorato molto duro sul mio cantato negli anni. Sono cresciuto in una casa con gente che aveva delle grandi voci, ed ho sempre pensato che avrei dovuto lavorare molto duro per avvicinarmi al loro livello.

Come fai interagire i tuoi diversi stili? Quando decidi di cantare in un modo o nell’altro?
Deriva tutto dalle sensazioni che genera la musica ed il registro nel quale ho scritto la melodia. Inoltre anche il modo in cui la mia particolare voce reagisce alla melodia determinerà il modo in cui quella parte sarà eseguita. Il mio obiettivo ultimo non è la tecnica personale, ma… la sensazione perfetta! Dà le giuste sensazioni alla canzone? Racconta la giusta storia in modo emozionale? Queste sono le cose che mi chiedo.

Ci puoi dare una breve idea su questi cantanti?
Ci provo!
Geoff Tate: Una straordinaria voce espressiva, che ha anche lanciato migliaia di imitatori! Molti dei cantanti che ascolto al giorno d’oggi hanno studiato alla Scuola di Canto di Geoff Tate!
Bruce Dickinson: ruvido e potente. Un grande cantante metal! Molti cantanti hanno combinato il suo stile con quello di Tate, per ottenere effetti interessanti.
Ronnie James Dio: Per me… il miglior cantante sulla scena! Potrebbe cantare qualsiasi cosa e farla funzionare. Una vera e perfetta voce per ogni stile musicale!
Glenn Hughes: Uno stile eccellente, blues e flessibile. Grande estensione e potenza, pronuncia ed approccio unici.
Jorn Lande: Sfortunatamente non so chi sia, mi dispiace!
[PAGEBREAK] IL PRESENTE

Hai mai pensato di registrare un live con l’orchestra? Potrebbe essere un lavoro abbastanza semplice con le canzoni dei Virgin Steele…
Certo! È qualcosa che vorrei fare un giorno di questi, assolutamente! Lo faremo di certo!

Siete a volte definiti come “la versione acculturata dei Manowar”. Ovviamente siete molto di più… ma tu cosa ne pensi?
Non l’avevo mai sentita prima questa! Ah ah! Credo che le due band siano completamente diverse. Loro fanno le loro cose bene e noi facciamo le nostre, noi seguiamo un sentiero diverso da quello che battono loro. L’unica cosa che abbiamo in comune è che siamo entrambi due forti rami dell’albero true metal! Condividiamo anche la passione per la musica potente e drammatica.

Avete cominciato la carriera nello stesso periodo dei Manowar ed entrambe le band hanno dei cantanti d’eccezione… potremo vedere un giorno David ed Eric cantare insieme?
Non lo so, è un’idea interessante! Sarei disposto, perché no!

Com’è la scena metal americana al giorno d’oggi?
Sopravvive e tira avanti un pochino meglio.

È possibile che così grandi band statunitensi debbano venire in Europa per trovare una label ed un buon pubblico?
Sì, le cose vanno così. In Europa c’è molto più spazio per questo genere di espressione musicale, ma… gli States stanno ritornando di nuovo su di esso, e può darsi che ben presto, un giorno, si abbia di nuovo equità tra le due parti.

Ed il vostro ultimo show com’è stato? So che era per il DVD… dacci un’anteprima!
È stato grande!!! Over the top! Stupenda risposta dal pubblico e grande sensazione di essere a casa. Abbiamo suonato come dei vichinghi durante un assalto! È stato tutto catturato su pellicola e sono sicuro che includeremo alcuni momenti sul DVD, insieme a tutto il resto che abbiamo pianificato. I nostri concerti sono divenuti sempre più forti, questo è un buon momento nella storia dei Virgin Steele! Con il live album ed il DVD voglio mostrare la potenza, il mistero e le capacità della spada degli dei, tutto quello di cui la band è capace. Voglio che la gente possa sperimentare il dramma e lo stile d’improvvisazione musicale del nostro approccio live. Voglio che la gente ascolti Edward Pursino che si lamenta e corre, voglio che i nostri fans ascoltino il tuono del basso di Josh Block e la sua abilità da showman, e voglio che la gente testimoni la magia del drumming di Frank Gilchriest. Credo che Frank sia una dei migliori batteristi della musica moderna. Voglio insomma che tutti si sentano parte di una miscela unica, che possano provare l’intenso feeling generato da questa musica!

Come mai pubblicherete il vostro primo live dopo più di venti anni di carriera?
Perché no? Penso che sia ora di pensarci! L’ho sempre voluto fare, ma la nuova musica arrivava sempre e così dovevo aspettare. Ma ora è giunto il momento, la band ora è al suo meglio!

Mi piacerebbe anche avere qualche informazione su “Klytaimnestra” e “Die Rebellen”, le due opere prese dai tuoi concept… cosa può vedere ed ascoltare uno spettatore al teatro?
Meravigliosi e stupefacenti momenti di dramma e metallica estasi! Attori ed attrici che cantano, recitano e portano in vita l’intero dramma e la passione contenuta in quei lavori. Costumi, volume, potenza e maestosità! Vi divertireste!

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