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  • Virgin Steele: The House Of Atreus, Act II

    Virgin Steele

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Long Live the Virgin Steele!

Non sono sufficienti settantaquattro minuti ai Virgin Steele per concludere l’opera barbarico-romantica lasciata in sospeso un anno prima, è quindi un doppio CD il secondo atto di “The House Of Atreus”, un ulteriore passo verso la teatralità più epica da parte del combo newyorkese.
Ancora una volta si può ricordurre l’intero album, ora addirittura fisicamente scomposto in due parti, a una lunga e unica narrazione senza soluzione di continuità. Poche sono le differenze tra i due dischi, così come irrisorie sono quelle con il precedente capitolo, dal quale, oltre al concept, viene ripreso anche uno stile potente, teatrale e magniloquente, basato sulle costruzioni pianistiche e tastieristiche di David DeFeis e sulle rimiche in doppia cassa di Frank Gilchriest. Non bisogna poi dimenticare la consueta presenza di temi musicali ricorrenti, in quella che è la migliore tradizione di una vera opera, nonché la particolare distrubuzione del minutaggio, che vede la presenza di (relativamente) pochi pezzi dalla lunghezza convenzionale, a vantaggio di intermezzi dalla breve durata, ancora una volta territorio di caccia per i vocalizzi e le intrusioni intimistiche di DeFeis.
Rimane poco di significativo che non sia già stato detto, ma non ci si può esimere dal lodare ancora una volta una delle poche power metal band moderne in grado di comporre dischi di grande classe e infiammare i cuori dei fan con il proprio genuino calore.

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