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    Virginiana Miller

    Data di uscita: 29-05-2012

    Loudvision:
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La rima micidiale

L’assunto è: probabilmente non li conosci ma, se ti è capitato di ascoltarli, li apprezzi.

Era il 1997 quando i Virginiana Miller si affacciavano sulla scena indipendente con un album dal graffio assicutato ma lontano dai grandi circuiti discografici. Con una nuova copertina e una bonus track all’epoca data in prestito ai L’Upo, i Virginiana ripropongono quel disco che oggi compie 15 anni.
I brani hanno un incedere meno cadenzato di ieri e quel retrogusto acerbo lascia spazio alla consapevolezza di sé. Le parole sono frullate per rendere poetico anche il secchiello da spiaggia, tra disimpegni in inglese, francese e perfino in tedesco. Ora come allora, la musica è di difficile catalogazione. Diremmo indie ma forse non diremmo niente.

C’è grande stile nelle strofe, c’è grande personalità nelle scelte. I Virginiana riescono a ingenerare la malinconia del ricordo e a raccontare lo spietato presente, le stazioni tirreniche in cui non si ferma nessun treno e i teli umidi nei portabagagli delle macchine.

Le uniche perplessità nascono dal fatto che si tratta pur sempre di una riproposizione. Vogliamo dimenticarlo. Allora il disco era sincero nelle sue imperfezioni. Oggi è meno perfettibile di ieri. Ha sempre la sua desolazione british, gli scorci del mare e la sua “rima micidiale”. Per una volta ci si può gonfiare il petto nel dire made in Italy.

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Contro

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