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  • Viron: Ferrum Gravis

    Viron

    Data di uscita: 01-01-2008

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I tedeschi credono alla Befana

È dalle loro virtù migliori che i germanici hanno prodotto i peggiori mali. Parafrasando Valéry, nel campo che qui ci tiene – così come fu col diritto giustinianeo o con gli ordini monastici – la fedeltà del popolo tedesco ai valori classici è, direi quasi, delinquenziale. Ossia, l’oltranzismo spinto sino al fumettistico. Ma è poi l’ingenua semplicità con cui essi ci credono che li monda da ogni condanna esemplare. Del resto, se il power/true metal sopravvive ancora in Europa, è sempre opera loro. E, a fronte di chi dice oggi che l’Heavy Metal non esiste, c’è anche chi, in Germania, ancora intitola un album “Ferrum Gravis” o disegna in coverart improbabili scenari di catene e metallo. In questo contesto, lo Sturmtruppen di turno si chiama Viron. I cinque giovani, con tutta l’originalità dei loro connazionali (vedi sopra), realizzano il primo full length per una Metal Heaven che da un po’ di tempo non ha più nulla da perdere! Epicità e mestizia si alternano in un album che ha il pregio di essere vario e di indovinare qualche volta il tema melodico. Il combinato delle nove tracce presenta un’alternanza di ritmiche true/power, con inserzioni thrash e doom. Errori di ingenuità: oltre a tre infelici uscite in fade-out e ad un cantato mono-tono che ricorda i primi Blind Guardian, l’ascolto, alla lunga, si appesantisce: ma non era questo il manifesto dichiarato dai Viron?

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