Home > Recensioni > Virus: Carheart
  • Virus: Carheart

    Virus

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Matematica nel metallo nero

Made in Norway. Meglio: Made in Jester Records, presieduta da sua signoria Kristoffer Rygg in Ulver, aka Trickster G aka Garm aka quello che volete voi.
Virus è la seconda venuta di Carl-Michael Eide, aka Czral aka Aggressor, già Ved Buens Ende (e Satyricon, Ulver, Inferno, Aura Noir, Cadaver Inc, DHG cioè Dodheimsgard) e solito sospetto del sottobosco black metal norvegese; a fargli discreta e calda compagnia un paio di burloni come Petter Bernsten aka Plenum, al basso, di casa Audiopain e Einar Sjurs ø aka Esso, alla batteria, di casa Inferno e Beyond Dawn.
Virus è un concentrato di aritmie math-rock, surrealismo e contorsioni degne delle pagine più spigolose dei King Crimson. I Voivod, periodo “Nothingface”, che prendono forma (e sostanza) sull’intelaiatura ritmica dei Don Caballero (primo periodo, va da sé); questo è Virus.
Simili, per alcuni versi, ai grandissimi Spiral Architect (il cui cantante Øyvind Hægeland, ora anche con Arcturus, avrebbe dovuto cantare proprio su “Carheart”), i Virus propongono un songwriting fresco ed ispirato, memore tanto della lezione lo-fi di casa nel black metal quanto di variegate ed apprezzabili alchimie prog-rock.
Czral, aggiunge al lavoro la sua teatrale performance vocale, oppressiva, a tratti distante e finanche aggressiva; senza dimenticare le doti svelate nell’inseguimento dei gelidi riff di chitarra.
Un unico neo per Virus: un’insopportabile boria a far da contorno alla relativa inesperienza/novità musicale del lavoro. Difetto che comunque lascia intatti i meriti acquisiti da “Carheart”, che si rivela essere un buonissimo, inquieto e promettente esordio.
ps. la tentazione di paragonare le discordanze sonore del black metal con gli archetipi del math-rock ci sarebbe anche, ma ci fa davvero fatica.

Scroll To Top