Home > Rubriche > Eventi > Visioni Italiane a Bologna: Bilancio del concorso per produzioni indipendenti

Visioni Italiane a Bologna: Bilancio del concorso per produzioni indipendenti

Cortometraggi, documentari, film incompatibili — per durata, formato, linguaggio — con le esigenze di programmazione delle sale cinematografiche: sono tante le opere di autori italiani più o meno giovani che ogni anno rimbalzano da un festival all’altro, senza riuscire a ricevere una reale risposta di pubblico.

La Cineteca di Bologna nel 1994 dà forma al progetto Visioni Italiane: una rassegna competitiva rivolta proprio a corti, mediometraggi e film documentari dalla quale nel corso degli anni sono passati — ci tengono a sottolineare gli organizzatori — Matteo Garrone, Salvatore Mereu, Daniele Gaglianone e molti altri. Nomi ormai importanti nella realtà cinematografica di oggi.

I tempi però evidentemente sono cambiati e la diciottesima edizione (22-26 febbraio) ha mostrato una curiosa fuga di cervelli: quasi tutti i vincitori e i partecipanti alle Visioni Italiane infatti non lavorano attualmente in Italia. Compreso Stefano Odoardi, vincitore con del premio per il miglior film con “Tunnel Vision”, che arriva dall’Olanda.
La direttrice del festival Anna Di Martino vede in questi autori una voglia «di travalicare le frontiere per arricchirsi di esperienze e per trovare all’estero le risorse necessarie alla realizzazione di un film, lontani dalle logiche che in Italia governano i finanziamenti pubblici e il mondo produttivo».
«Questo è il paradosso italiano, un mercato disinteressato a un mondo creativo che è, in questo momento, in pieno fermento», aggiunge Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna.

Oltre al film di Odoardi, la giuria della sezione corti e mediometraggi ha premiato “Salvatore” di Bruno e Fabrizio Urso e attribuito due menzioni speciali a “Il Numero di Sharon” di Roberto Gagnor e a “L’Estate Che Non Viene” di Pasquale Marino.
Tra i documentari sono stati scelti invece “Hit the Road, Nonna” di Duccio Chiarini (miglior film), “Il Castello” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (Premio Arci Bologna) e “Vestibus Alternis” di Michele Miottello (menzione speciale). “The Change” di Fabiàn Ribezzo si è aggiudicato infine il premio Visioni Ambientali.
Qui
l’elenco completo con le motivazioni dei giurati.

Scroll To Top