Home > Rubriche > DOC > Vittime consenzienti

Vittime consenzienti

Ogni cosa è connessa con un’altra, ogni cosa deve finire da qualche parte, la natura è l’unica a sapere il fatto suo, non si distribuiscono pasti gratuiti: sono le quattro leggi dell’ecologia formulate da Barry Commoner in “Il cerchio da chiudere” (1972), uno di quei libri che «leggevamo per sentirci veri ambientalisti», racconta Gianfranco Pannone, regista e voce narrante del documentario “Scorie in libertà – L’incredibile avventura del nucleare in Italia“.

Il dibattito italiano sul nucleare è sempre stato «incerto e confuso», dice Pannone, che poi si domanda (e domanda a noi) se «tutti questi sentimenti così contraddittori siano solo farina del nostro sacco o se qualcuno da fuori ci abbia suggerito piuttosto qualcosa».

Gianfranco Pannone è cresciuto a Latina, in quel «mondo creato dal nulla e imposto dall’alto» che è l’Agro Pontino, terreno paludoso bonificato per volontà di Mussolini, popolato da famiglie di coloni provenienti soprattutto dal Veneto e dal Friuli e sul quale negli anni 60 nacque una centrale nucleare su progetto inglese. Una terra di nessuno che nessuno ha mai sentito davvero propria e che si è rivelata perciò terreno perfetto per sperimentazioni scientifiche e tecnologiche fuori controllo, nutrite di disinformazione e disinteresse. Una terra «abituata a ricevere ordini».

Pannone mette in discussione tutto, anche la sua militanza di giovane ambientalista negli anni 80 perché ora, guardando i fatti in prospettiva, sente di essere stato manipolato da lontano, da chi non voleva che l’Italia diventasse una potenza nucleare.

Tra dubbi, strani pesci malformati trovati nelle acque e cittadini che non sanno e non vogliono sapere, il racconto di Pannone si sviluppa su più binari paralleli ai quali corrispondono materiali di diversa provenienza: cinegiornali dell’Istituto Luce, film industriali, vecchi super8 girati dal regista e dai suoi amici durante gli anni di attivismo giovanile e infine brani tratti da altri film di Pannone (“Piccola America”, “Latina/Littoria”). Il risultato è un’opera ibrida, problematica e interessante che fonde il linguaggio del documentario di montaggio “a base d’archivio” con il diario personale e l’inchiesta.

Dopo la proiezione alla Mostra di Pesaro (dove Pannone ha tenuto anche un laboratorio per aspiranti documentaristi), “Scorie in libertà” è stato in programmazione al Nuovo Cinema Aquila di Roma e mercoledì 17 arriverà al Cinema Oxer di Latina.
Radio3 l’ha mandato in onda in quattro parti in versione radiofonica (cercatelo tra i podcast del programma Tre soldi) e MyMovies Live l’ha reso visibile in streaming per una serata. Altre città italiane – per info aggiornate sulle proiezioni c’è la pagina facebook – ospiteranno il documentario nelle prossime settimane.
Una distribuzione piccola ma ostinata e capillare.

Scroll To Top