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Secondo

Si chiama semplicemente “Secondo” l’ultimo lavoro discografico di Vittorio Cane, cantautore dal taglio trasversale tra l’onirico, il troppo nebuloso e la perfetta messa a fuoco di melodia e testo. Torinese, trentaquattrenne, poeta urbanizzato che galleggia tra le sue storie verticali e ballate spettinate; tra disfatte di amori e vicissitudini dal sapore incerto, naif. Non troppo retorico, ma eccessivamente minimalista. Racconta, con presa di coscienza e distacco, strappi di esistenza e grida indolenti. Tutto completamente fuori dal tempo, ma ovunque e sempre. La voce è protesa al limite delle sue possibilità, a sottolineare lo stato di disagio, mentre i testi hanno il gusto del surrealismo à la Breton.

Un susseguirsi di brani che rappresentano quasi una sorta di dialogo interiore. Un pop trascinato e una verve “anti-star” sono i suoi tratti inconfondibili: arma a doppio taglio. Trascende i generi, unendoli e superandoli, non riuscendo però a creare un filo conduttore nella trama dei 15 pezzi che compongono la tracklist. “Ci Proverò” è un cantato quasi ebbro; “Domenica” parla della noia che assale alcuni momenti della giornata. In “Dipendente”, “Cascafaccia” e “Mille”, Vittorio Cane scopre la sua vera personalità, sottolineata da suoni non completamente in armonia tra loro. “Cascafaccia” è un brano distratto. Amabili sono le ballate “Mille”, “Spersi” e “Around”, come soffice è il drum’n’bass di “Ci Credo Ancora” o il funk sottotono di “Ti Do Qualcosa”.

In fondo al disco c’è una conclusione del tutto inusuale. Scossa finale all’intero disco: la voce alticcia del poeta, drammaturgo e attore Remo Remotti.
È il “poeta delle cose semplici”, Vittorio Cane. Forse troppo. Comunque, il suo modo di utilizzare il lessico dà la possibilità di aprire suggestive immagini della vita urbana dei nostri giorni: canta, stona, fa confusione, ma si fa udire per i pensieri che incolla alle sue note.
Controindicazioni: voce poco accattivante e timbro dal sapore già sentito, troppa originalità e rischio di sfociare nel non sense.

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