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Viza: Il circo è in città

I Viza sono un tipico prodotto del melting pot delle aree metropolitane degli Stati Uniti. Un mix di influenze culturali e musicali che ha stupito in primis Serj Tankian, che ha voluto spendersi perché la band acquisisse notorietà. Ora i sette musicisti si trovano a promuovere “Carnivalia” – il quarto disco in studio – proprio come gruppo spalla della voce dei System Of A Down nel suo tour europeo. In occasione della tappa milanese, LoudVision ha colto l’occasione per scambiare qualche impressione con uno di loro, Antranig “Andrew” Kzirian. Suona l’oud, uno strumento a corda di origine mediorientale, simile al liuto.

Un saluto e benvenuto su LoudVision Andrew. Ascoltando “Carnivalia”, sembra immediato capire perché Serj Tankian vi sostiene: si tratta di un vivace mix tra rock moderno ed elementi di musica etnica europea. Siete d’accordo?
Questo è certamente un modo di vedere la cosa. Ci sono molte influenze rock e metal insieme ad alcuni stili più tradizionali dei nostri membri (armeno, greco, portoricano). Quello che viene fuori è un gusto musicale abbastanza unico. Qualche volta le persone ci hanno detto che suona come qualcosa che non hanno mai ascoltato prima, altri lo chiamano “melodie pesanti”. Noi suoniamo solamente la nostra musica, condividiamo la nostra arte e lasciamo che sia il pubblico a interpretarla come preferisce.
Per quel che riguarda Serj, siamo onorati di essere la prima band spalla nel tour mondiale per il suo disco “Harakiri”. Lo siamo già stati due anni fa e nell’agosto 2010 e siamo emozionati per essere ancora con lui. È una grande esperienza imparare da una così illuminante persona, attraverso la sua arte e il suo lavoro. L’ultima volta che siamo stati in Italia eravamo a Bologna, stavolta tocca a Milano.

Dov’è Carnivalia?
Dappertutto e da nessuna parte. È tutto e niente. Un commentario sulla vita e sulle nostre esperienze in tour attraverso un prisma satirico. Abbastanza bizzarro! Ma è un’altra fase della crescita e dell’evoluzione dei Viza durante gli ultimi due anni.

A parte Serj, c’è qualcuno che la band vuole ringraziare per i tour e la fama guadagnata negli ultimi anni?

Serj è stato una parte importante della nostra progressione musicale. Naturalmente le nostre influenze spaziano dai Tool ai Metallica fino ai Rage Against The Machine, passando per i grandi come Queen e Led Zeppelin. Alcuni di questi echeggiano nella scrittura della nostra musica e dei testi. Abbiamo avuto anche il privilegio di incontrare grandi band come Gogol Bordello e Flogging Molly e dividere il palco dello Sziget festival con Korn, The Killers e molti altri. Dividere lo stesso palco e incontrare così grandi artisti ci ha insegnato molto ed è un enorme onore per noi essere in grado di fare queste cose.
[PAGEBREAK] Qual è il collegamento tra la nuova canzone “Victor’s Sister” e “Viktor”, contenuta nel disco “Made In Chernobyl”?
Per comprendere il collegamento occorre capire lo sviluppo del gruppo nel tempo. I nostri ultimi due album – “Carnivalia” e “Made In Chernobyl” – rappresentano un nuovo livello nel sound e nell’evoluzione del gruppo, che simboleggia una trasformazione della musica e una progressione in qualche modo connessa e pure contemporaneamente separata dai precedenti dischi. Gli ultimi due lavori consistono in uno stile musicale più aggressivo che pure mantiene le fondamenta della band, unendo rock ed elementi di musica tradizionale. La canzone “Viktor” annoverava Serj Tankian come ospite, senza contare che egli era anche il produttore esecutivo di quel disco. Titolare “Victor’s Sister” era un modo per collegare le due canzoni, soprattutto perché entrambe contengono un elemento di musica veloce e percussioni molto eccitanti e anche un po’ pazzoidi.

Dicci qualcosa della canzone intitolata “Sparring”.

Come si può vedere dal testo, il brano riguarda un duello e come questo si dispiega musicalmente da un inizio morbido a una seconda metà della canzone più aggressiva.

C’è un fil rouge tra le tracce? Alcune sembrano parlare di situazioni divertenti e assurde (“Meet Me At The Troubadour”), altre di temi più di tipo sociale (“Everybody Wants Money!”).
Ogni brano intraprende il proprio viaggio musicale all’interno del tema dell’album. “Meet Me At The Troubadour” è un omaggio al locale di Los Angeles in cui abbiamo suonato negli anni sul Santa Monica boulevard. È una canzone divertente che è un po’ un unicum nel disco. “Everybody Wants Money!” è un osservazione su come il denaro sia il re del mondo. Purtroppo, questo è assolutamente vero e in particolare lo è nel business musicale che noi frequentiamo ogni giorno. Ogni brano ha un piccolo mondo nel quale vive e respira.

L’influenza dei Gogol Bordello è forte in “Carnivalia”. Avete avuto l’opportunità di lavorare insieme?

Abbiamo suonato insieme l’anno scorso al Rockwave festival in Grecia e abbiamo avuto la possibilità di incontrare molti membri della band. Sono un’ispirazione per noi per via del loro essere sempre in tour e per la grande presenza ed energia mostrata sul palco. Speriamo di avere presto l’opportunità di lavorare insieme a loro.
[PAGEBREAK] Che vuol dire Viza? Prima vi chiamavate Visa: avete avuto dei problemi con la società delle carte di credito? Oppure facevate riferimento all’omonimo fiume in Romania?
No, riguarda il cambio di sound dei nostri ultimi due album. Per rappresentare questa evoluzione abbiamo leggermente alterato lo spelling, per rifarci il marchio col nostro nuovo sound. Abbiamo anche scoperto che in ungherese la parola vuol dire “bis”, una cosa divertente della nostra esibizione allo Sziget festival lo scorso agosto.

Il background “etnico” dei membri della band è stato un elemento essenziale per farvi cominciare a suonare insieme?
Los Angeles è una città estremamente varia e multiculturale, dove ci sono molte comunità e altrettanti musicisti e band. I tre di noi che vengono dalla costa est (Hiram e Knoup da New York, io da Filadelfia) sono andati a LA anni fa e in vari momenti si sono incontrati con gli altri ragazzi del gruppo (Shant, Alex, Orbel e Chris). Il risultato è la band che si vede oggi, con sette membri che danno di matto sul palco suonando la nostra musica. Detto questo, il background individuale gioca un ruolo importante perché incorporiamo le nostre influenze naturali di casa e delle comunità con gli stili rock e metal che abbiamo ascoltato crescendo negli Stati Uniti. Questo marchio è ciò che definisce i Viza.

Vi occupate anche di iniziative di beneficenza, è esatto?

Oltre a essere musicisti siamo anche persone, così ci sono molte cose cui teniamo della vita e della società, che vogliamo migliorare o cui dare un contributo. Per questo ogni anno organizziamo concerti per raccogliere fondi per la beneficenza, i ragazzi in povertà e i senzatetto, con organizzazioni quali “Feed The Need” e “Silence The Lies, Rock The Truth”. La questione del riconoscimento del genocidio armeno è pure importante per un gruppo in cui cinque membri su sette sono di discendenza armena (Hiram è di Porto Rico e Knoup è greco, anche loro sono profondamente legati alle proprie radici ancestrali). In ultimo, siamo tutti membri delle rispettive comunità, in cui è importante essere coinvolti e fare la propria parte. È una cosa che veramente prendiamo sul serio sia come individui sia come una grande famiglia.

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