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Quello che hai voglia di dare non lo puoi trattenere: La Rappresentante Di Lista ai Candelai di Palermo[Anteprima Tour: report e scaletta]

I Candelai, storico locale palermitano che ha ospitato i due concerti de La Rappresentante di Lista il 25 e il 26 dicembre scorsi, è situato nella via omonimia. Nei favolosi inizi dei duemila, l’intera via era la meta preferita della Palermo alternativa; successivamente però, con il passare del tempo e con la progressiva vita mondana che è iniziata a proliferare intorno al Mercato Della Vucciria e nelle zone limitrofe, ha perso il suo appeal, lasciando spazio esclusivamente ai tamarri, che a Palermo si chiamano semplicemente “tasci”. Eppure, “I Candelai”, il locale, è sempre rimasto lì, offrendo al capoluogo siciliano concerti e situazioni indimenticabili, tanto da divenire, nonostante la capienza ridotta, il punto di riferimento della musica dal vivo cittadina. Le porte dello storico club si sono aperte per l’ennesima volta il 25 e il 26 dicembre scorsi per accogliere l’anteprima live di una delle band (metà palermitana-metà toscana) italiane del momento, dal 14 dicembre fuori con il terzo album in studio Go Go Diva, allietandoci così le feste natalizie e registrando in entrambe le date il tutto esaurito.
Alle 22:50 del giorno di Santo Stefano gli spettatori sono già tutti dentro, molti sono fan della band, tantissimi altri invece, incuriositi dal sold out natalizio, hanno deciso di assistere al live per capire i motivi di tutto questo successo e, sicuramente, visto il risultato finale, non saranno rimasti delusi. Alle 23:00 spaccate si spengono le luci. La band, differentemente dai concerti precedenti, ha allargato la formazione. Ad accompagnare infatti Veronica Lucchesi (voce), Dario Mangiaracina (seconda voce, chitarra, basso), Marta Cannuscio (batteria elettronica, flauto, voce), Enrico Lupi (piano, synth, tromba) ed Erika Lucchesi (Sax, chitarre, cori) si è aggiunto anche Roberto Calabrese alla batteria, per arricchire di ulteriore ritmicità i nuovi pezzi della band. Ed è proprio il ritmo il protagonista assoluto dei primi tre brani del concerto. La voce (ancora fuori scena) di Veronica, inizialmente vestita con giacca per poi lasciare spazio a una tuta rosso sangue che si sposa bene con il lavoro di luci curato dal lightdesigner, inizia a intonare Gloria, preparando una tensione che esplode grazie ad un drop irresistibile che fa letteralmente scatenare gli spettatori, i quali non smettono di muoversi neanche nei due brani successivi , Ti amo (Nanana) e Alibi.

Con Come sono diventata un synth perpetuo accompagna la cantante nell’arco di tutta la canzone che, come nel disco (seppur in modo inverso), si collega direttamente a Giovane femmina, forse la migliore traccia del nuovo progetto discografico in cui viene rappresentata con un sound rarefatto la presa di coscienza di chi ha trovato finalmente il coraggio di volare con le proprie ali e di decidere della propria vita. Guardateci tutti, una delle Hit della band, arriva nel momento giusto. I curiosi si affascinano, i fan impazziscono, quel “maledirò la tua banalità” è la perfetta fotografia della poetica attuale del gruppo, il cui sound è sempre squisitamente pop ma mai, davvero mai, scontato. Il suono de La Rappresentante di Lista si potrebbe infatti paragonare al letto di un fiume: calmo nel su stato di quiete, agitato durante la piena, devastante quando cerca di esondare ma che si ferma però sempre al momento giusto, senza mai strafare, senza mai diventare nocivo o, in questo caso, stucchevole. Lo stesso paragone potremmo usarlo nel descrivere la presenza sul palco di Veronica che, da attrice professionista qual è, utilizza ogni muscolo del suo corpo in modo sì teatrale, ma senza mai tradire la dimensione del live club.

Quello appena descritto trova la quadra perfetta nell’esecuzione di Questo corpo, brano apriprista della terza fatica discografica, apprezzata e cantata dai fan in sala che sprigioneranno ancora energia, come chiesto da Veronica prima dell’esecuzione, con la successiva Poveri noi. Nel brano seguente, Panico, ispirato ai datti di Torino, l’atmosfera diventa più intima.  Veronica canta parole di una violenza estrema (La piazza si calpesta /E quello che rimane /È che ho perso le scarpe/ Anche mia madre mi cammina in testa /Ti dico che è una festa, amore/ Il Panico è la nostra guerra) in modo ingenuo, delicato, quasi fosse una ninna nanna. Il pubblico si lascia andare ad un lungo applauso, e la testa non può che andare alla recentissima tragedia di Corinando. Prima della celebre Siamo ospiti (suonata il giorno prima con il supporto di tutta la scena palermitana, da Dimartino a Nicolò Carnesi passando per Fabrizio Cammarata, Serena Ganci, gli Heron Temple, Angelo Sicurella, Carmelo Drago e Giuseppe Formica per sostenere la causa di Mediterranea) La frontgirl del gruppo ricorda la necessità di essere, in quanto esseri umani, sempre dei porti aperti in quanto “nessuno si salva da solo”. Il brano viene salutato con una vera e propria apoteosi. Un’Isola, pezzo successivo, è forse il momento che più ci ricorderemo dell’intero concerto. Il pezzo, bellissimo, scorre fluido tra le corde della chitarra di Dario e la voce soffusa di Veronica che, alla fine del cantato, allontana sempre più il microfono dalla bocca, unendo la sua voce a quella del pubblico che accompagnerà la band con le mani a tempo per tutta la lunghissima coda strumentale. Il clima disteso e rilassato però viene spezzato violentemente dal capitolo più disturbante di Go Go Diva: The Bomba è infatti un vero e proprio momento punk supportato da un sound potentissimo, martellante, che si consuma quasi in un lampo con uno stacco improvviso e lacerante.

Gli applausi non si fermano più, la band scende momentaneamente dal palco prima del bis ma ricompare praticamente subito, quasi a non volere spezzare l’armonia creata. Si riparte da dove tutto è iniziato, ovvero con La rappresentante di lista, eseguita però da Dario con il solo accompagnamento del piano (Con Veronica a dirigere il canto del pubblico).  Mina vagante trascina gli spettatori verso il cielo, ben raffigurato da Veronica grazie anche a una tenuta perfetta sulle note lunghe. Wooow, brano di chiusura e piccolo gioiello pop, si consuma venendo cantato a squarciagola, complice la melodia orecchiabile ed espressiva, dagli instancabili fan. Il palco rimane vuoto, la magia però è ancora nell’aria, quasi a voler testimoniare la maturità artistica di un gruppo che, nel tempo, ha abbandonato sempre più alcune peculiarità prettamente teatrali abbracciando la meraviglia del pop, sfruttandolo però a suo piacimento, sbilanciandolo, sporcandolo, mettendolo a volte in difficoltà, ma senza mai perdere il vero senso del genere: Arrivare alle persone in modo semplice e diretto.

Sprigionando nel corso degli ottanta minuti di live (suonato e cantato alla perfezione) una potenza quasi tribale, a tratti sciamanica, La Rappresentante Di Lista si appresta a conquistare altri club italiani a partire dal prossimo febbraio. Perché in fondo, rubando una frase del nuovo singolo, “quello che hai voglia di dare non lo puoi trattenere”. E il pubblico lo sa. E ne vuole ancora.

 

Riportiamo di seguito la scaletta del concerto (l’articolo fa riferimento alla data del 26 dicembre)

GLORIA/TI AMO (NANANA)/ALIBI/GUARDA COME SONO DIVENTATA/ GIOVANE FEMMINA/ GUARDATECI TUTTI/ QUESTO CORPO/ POVERI NOI/ PANICO/ SIAMO OSPITI/ UN’ISOLA/ THE BOMBA ———— LA RAPPRESENTANTE DI LISTA/ MINA VAGANTE/ WOOW.

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