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Voglio Far Qualcosa che Serva Tour 2009

È arrivata al capolinea al Palasharp di Milano, di fronte ai veri fans della band (i milanesi), la tournée mondiale degli Afterhours.

Scaletta tradizionale, il più vicina possibile a quella già presentata nelle altre date lombarde (Cremona, Trescore Balneario, Brescia) con una band in grande spolvero e un Manuel Agnelli di ottimo umore, tanto da chiudere il concerto con “La Verità che Ricordavo” facendo roteare il microfono mentre, a petto nudo, incitava il pubblico in deliquio.

Si è iniziato con “Dentro Marilyn” continuando con “Male di Miele” che, sin dall’inizio, hanno fatto saltare i fan.

Quindi Manuel ha parlato con il pubblico, ammonendolo, come ha fatto più volte durante l’esibizione, a non aver timore di parlare, a non tacere e a non farsi mettere a tacere, mai. Un discorsetto che ha funzionato come ottima intro per “Sulle Labbra”, seguita da “È Solo Febbre”, “La Vedova Bianca”, “Ballata per la mia Piccola Iena”, “1996″ e “I Milanesi Ammazzano il Sabato” (il cui nuovo arrangiamento, con gli “uhhh” in coretto del bassista Roberto Dell’Era continuano a non convincere).

Quindi Manuel si è messo a scherzare con i suoi adepti (si sa, l’agnellismo è una religione: c’è chi chiama Manuel “l’agnello di Dio”) presentando “Il Paese è Reale” come “una canzone che ho scritto oggi alle tre e quarantacinque. Questo per sfatare la leggenda che sono lento a comporre. Non è una cazzata! – ha continuato – Questa canzone parla di me oggi pomeriggio fermo in tangenziale”.

A pezzo finito, dopo “L’Estate” (arrangiata noise con pezzi al pianoforte) l’Agnello di Dio ne ha fatta un’altra, chiedendo un fazzoletto, e soffiandosi rumorosamente il naso nel microfono, perché “credo di avere la suina. Che altro potevo prendere?“. Le matte risate.
[PAGEBREAK] Quindi la scaletta ha toccato “Neppure Carne Da Cannone Per Dio”, “Riprendere Berlino” nel nuovo arrangiamento (che non rende giustizia all’originale) con l’accompagnamento dell’orchestra New Quartet. Come ha detto Agnelli: “È una brutta canzone cantata da uno che non sa cantare in un gruppo alternativo che non piace alla gente“.

In “Quello Che Non C’è” Agnelli ha sbagliato il testo (cosa capitata anche in seguito con “Voglio una Pelle Splendida”) invertendo “scelta” e “controllo”. Ma l’atmosfera era da ultimo giorno di scuola, con Agnelli preso a scherzare con Dell’Era (“Mostri il petto villoso“) e Giorgio Ciccarelli intento a saltabeccare per il palco.

È seguita l’unica canzone al mondo che presenta la parola “propini” nel testo: “Milano Circonvallazione Esterna” con Agnelli che, come abitudine nel tour, si è dilettato in mosse ninja e Giorgio Prette che, sul finale (l’ha fatto addirittura anche a Cremona, con una gamba ingessata) ha lasciato la batteria (che in questo tour non è in linea con gli altri strumenti ma, più classicamente, dietro la back line) per raggiungere i compagni suonando il tamburello.

Lo spettacolo, durato due ore e mezza, è proseguito con “La Sottile Linea Bianca” (special guest alla chitarra Enrico Gabrielli, che è stato Afterhours per un mese e ora è nei Mariposa e nei Calibro 35), il minacciato assolo di slap di Dell’Era, “Bungee Jumping” (assolo di Agnelli con tanto di piede sopra la spia, da guitar hero), “È La FIne La Più Importante”, “Musa Di Nessuno” e “Tutti Gli Uomini Del Presidente”, cantata da Dell’Era, che è una sorta di Frank ‘n Further con il basso a tracolla, che spesso riesce addirittura a rubare la scena all’Agnelli nazionale.

Si è proseguito con l’ormai celeberrimo pezzo di Dell’Era (“Che molti hanno scambiato per un pezzo degli Spandau Ballet, o di Lemmy“), “The Tim And Tom Theme” con Lorenzo Corti (che collabora con Cesare Basile) e “la mia Fender Stratocaster del ’52″. Poi “Tema: la Mia Città”, “Lasciami Leccare l’Adrenalina” (tra i fans era ormai delirio), “Dea” e “Strategie” con Ciccarelli ormai perso a fare il matto saltando per il palco. Robe mai viste.

Il bis ha visto sul palco Stefano Edda Rampoldi ex Ritmo Tribale in un suo pezzo, poi Manuel Agnelli ha attaccato Sandokan, con “Sale e scende la marea/ Sandokan ha la diarrea” (le matte risate, refrain) che è diventato “Il Sangue Di Giuda”. “Voglio Una Pelle Splendida” con pasticciamenti di testo (ma tanto la canta tutta il pubblico) e “Naufragio Sull’Isola Del Tesoro”.

Pausa e secondo bis con la cover di Crosby, Still and Nash “Sweet Judy Blue Eyes” (che a Trescore Balneario è stata spacciata per una cover dei Joy Division) lunghissima, dedicata a Cristina Prette, con Ciccarelli al basso e Dell’Era alla chitarra acustica, con accenni country e violino impazzito.

Con “La Verità Che Ricordavo” come si diceva, Agnelli si è tolto la camicia (nera. Durante il tour si è vista anche la variante bianca, ad esempio a Brescia) e si è messo a bordo palco riteando il microfono sprigionando una foza e un’aggressività (e un pettorale!) che non spesso dimostra nei live. Gran finale come sempre con “Bye Bye Bombay”, aperta da una schitarrata di Agnelli contro l’asta del microfono.

La band si è poi messa in fila a prendersi gli applausi. Baci (Prette in particolare baciava tutti) e sgambettate (Ciccarelli ha quasi gambizzato i colleghi). Fondu. Agnelli che di corsa ritorna a sorpresa per far strillare i fans. Che matti, questi alternativi che non piacciono alla gente.

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