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Void Of Silence: Il ritorno di fiamma

I Void Of Silence dovremmo conoscerli tutti. Un album come “Human Antithesis” gira ancora per il mio lettore CD. All’epoca non riuscii a trovarvi un difetto. Un giorno di febbraio 2005 fui raggiunto da una notizia che annunciava lo stato di stop permanente fino a nuovo avviso. Rispolverare periodicamente quell’album è come riscoprire un archivio interminabile di atmosfere. Feroce e sognante. La notizia dello scorso ottobre, che i Void Of Silence erano tornati in attività, mi scatenò la febbre dell’eccitazione addosso. Un po’ per la sorpresa, un po’ perché io avevo sempre pensato che se il vecchio sito esisteva ancora un motivo c’era… Abbiamo raggiunto Riccardo Conforti. Piacevolissimo e disponibile, un libro aperto dove leggere un’umanità ed una sensibilità profonde e sottili.

Caro Riccardo, rieccoci a parlare, anche se questa volta siedi dall’altra parte della scrivania… o meglio ritorni dalla parte della console. Te lo aspettavi, avevi detto sarebbe successo di nuovo, e ora che le cose si stanno muovendo come ti senti psicologicamente?
Ti dirò, sono molto confuso. Sono passati quasi quattro anni dall’uscita di “Human Antithesis” e non avrei mai creduto che avremmo fatto uscire un nuovo lavoro. I fattori erano tanti e tutti remavano contro la nostra band. Però la perseveranza di Alan e di Ivan e le lettere quasi quotidiane di gente sparsa in tutto il mondo mi hanno ridato grandi motivazioni, hanno permesso ad una fiamma mai spenta di riprendersi. Mi sento molto felice in questo momento!

Anno nuovo, nuovi propositi. Ti sei lasciato alle spalle anche gli errori. Chi sono i Void Of Silence del 2008 e in che cosa si innoverà il tuo modo di comporre?
Siamo sempre gli stessi, con qualche anno e qualche esperienza in più. Siamo sempre tre ragazzi che amano la musica in tutte le sue forme e questo amore non può far altro che portarci a scriverne di nuova. Ho provato personalmente a cambiare, ho avuto gli strumenti spenti per tre anni, ma quando ho ripreso in mano la cosa, le note uscivano come un fiume! Due suite di 20 minuti nel giro di pochissimo tempo. Io lavoro sempre nello stesso modo, con la medesima strumentazione a parte un pc ed un mixer nuovi, però le migliorie tecnologiche ci permettono di lavorare tranquillamente anche a distanza. Quando prima masterizzavo quintali di cd ora passo i file via chiavetta usb o direttamente via web. Questa è un’ottima cosa quando oltre la musica si è impegnati con un lavoro e una famiglia, come nel nostro caso.

“Human Antithesis” fu salutato come un capolavoro esponenziale, anche rispetto a “Criteria Ov 666″. Hai un erede pesante alle spalle, da cui trasuda tutta l’ispirazione che vi è dietro. Rassicura i tuoi adepti quindi: che cosa puoi dirci di quello che si respirerà e di quello che ti sta ispirando?
Per quanto mi riguarda “Human Antithesis” fu la fine dei Void of Silence. Un lavoro meraviglioso a cui non era impossibile trovare un degno seguito. La composizione fu sfiancante, abbiamo dovuto cambiare vocalist in corsa, poi problemi durante la registrazione, altri problemi che non sto qui a raccontarti…
Insomma quando spedii il master alla Code666 era come se avessi partorito. Ero completamente svuotato. Mi dissi che mi sarei preso del tempo per riposarmi e riprendermi, ma poi mi accorsi che non ero capace di rimettere più una nota dietro l’altra. È stato davvero drammatico, anche perché la gente da tutto il mondo in questi anni mi ha sempre scritto dimostrandomi l’attaccamento e l’ammirazione verso la musica che abbiamo composto. Poi finalmente la chiave. Una traccia “rustica” di Ivan, solo chitarra che avrebbe usato per un altro suo progetto. Mi piacque e gli chiesi di lasciarmi fare. Questa volta però l’ispirazione mi è stata data non più dalla guerra, ma dalla natura e dalla vita. Un estratto della prima traccia la puoi ascoltare su myspace.com/voidofsilence anche se ancora strumentale e registrata davvero male, però la differenza di mood è udibile. Non più un alone di dolore, ma forse un motivo di speranza…
Stiamo ancora in piena fase di composizione, quindi molte cose potranno cambiare, ma hai presente quando sei in montagna d’inverno e di prima mattina apri la finestra permettendo ad un’aria freschissima di irrorarti i polmoni? Questa è la sensazione che provo io quando ascolto le nostre nuove canzoni. E ne vado orgoglioso.

Visto che all’epoca rimasi inerme, per più di un anno con le domande in canna e una sorta di timore reverenziale a fartele, ti chiederò qualcosa di “Human Antithesis”. Chi era Alan Nemtheanga per voi prima di ingaggiarlo e come avvenne?
Ero un fan dei Primordial e consideravo Alan una delle voci migliori del panorama estremo insieme a quella di Vincent Cavanagh degli Anathema. Fu lui a contattarmi dicendomi che era un grande estimatore della mia band e sapeva che cercavamo un nuovo cantante con spiccate doti di voce pulita. Per me è il Roger Waters del metal ed ha delle capacità che vanno parecchio oltre quello che noi abbiamo ascoltato. Ma forse il suo limite è che è un fan accanito del classic metal anni ’80, quello tutta pelle e borchie e se riuscisse a spaziare anche su altri generi probabilmente avremo un cantante davvero completo, ma anche così per noi va benissimo (risate, ndR)
[PAGEBREAK] Lo scenario di distruzione avviene interamente ad opera dell’uomo. L’antitesi dell’uomo è sé stesso quindi. I Void Of Silence, poi, contestualizzano in storia questo argomento. Ti dicesti ispirato a narrazioni e letture, testimonianze dell’epoca della seconda grande guerra del secolo scorso. Mi piacerebbe che andassi a ruota libera, condividendo un po’ delle informazioni che ti ispirarono: quali erano le forze ed i meccanismi in gioco, le pulsioni, gli avvenimenti, che ti consentirono di giungere alla conclusione che quell’evento fosse la dimostrazione che l’uomo stava andando incontro alla propria antitesi? C’è qualche nesso col disprezzo di menti che all’epoca potevano definirsi “irreggimentate”?
La composizione di “Human Antithesis” si svolse diversamente dai due precedenti album. Per questi avevamo alla voce un vocalist che era predisposto alla rabbia e all’odio, quindi concepimmo “Toward the Dusk” e ” Criteria ov 666″ in quest’ottica. Quindi le deportazioni di massa, lo sterminio, un’etnia spazzata via dalla faccia della terra. Fabban inserì elementi esoterici di cui era un grande fautore. Il risultato furono due album violentissimi per atmosfere, suoni, produzione e immagine.
Un giorno mi ricordai di vecchi racconti di mia nonna. Mi parlava di mio nonno Pietro Conforti, sergente dell’esercito italiano e spedito con tutto l’ARMIR in Russia per andarsi a scontrare con la furia degli elementi sul fronte del Don. Più che i russi fu il gelo a piegare il corpo e poi la mente di quei poveri ragazzi poco più che ventenni sparati dall’altra parte del mondo a combattere una guerra voluta da altri.
Mio nonno tenne un diario per tutta la traversata fino al Don, poi fu ferito alla testa da una bomba e il diario si interruppe a quel punto.
Questo diario è stato l’anima di Human Antithesis. La parte strumentale, i samplers e le atmosfere hanno cercato di ricreare quella sensazione di precarietà che aleggiava sulla nostra popolazione in quegli anni. Gente semplice dall’animo mite quali siamo fondamentalmente noi italiani, obbligata a scontrarsi con una realtà tanto agghiacciante. Deve essere stata una cosa atroce, altro che shopping e mobbing. Lì il problema era sopravvivere.

Le registrazioni di Radio Londra, o forse in questo caso Radio Bari: agghiaccianti. Per i nostri lettori, scommetto che sarebbe un toccasana arrivare alla soluzione di qualche rebus. Proviamo con questi: “Enrico Non Studia”, “Maria Si Prepari”, “Anna Dorme”. Non erano compagni di scuola, e questo lo sappiamo (risate, ndR). Puoi dirci significato preciso, così da dare un’idea ai lettori del senso di simili messaggi che i partigiani udivano?
Piacerebbe sapere anche a me il significato di quel documento. La prima volta che lo ascoltai rimasi di pietra. Fu il primo sampler di tutto il lavoro e forse il più bello di tutti i nostri lavori. Era Radio Bari nel 1943, ma purtroppo non ho approfondimenti al riguardo, so solo che erano messaggi diretti ai partigiani.

C’è, dietro simili messaggi, il senso di un enigma. A te personalmente, riscoprire questi archivi, che sensazioni ti ha mosso?
La sensazione che io non sarei mai stato capace di vivere una cosa tanto orribile. Mio nonno aveva 24 anni, una moglie, un figlio (mio padre) piccolissimo e un altro in arrivo e un bel giorno gli hanno comunicato che doveva andare sul fronte russo mentre i tedeschi imperversavano nella nostra Italia. Ma ti rendi conto della situazione? Ci siamo mai fermati a pensare al dolore e la sofferenza passata dai nostri nonni? Trasmissioni radio in codice per aiutare i nostri alleati, uno sbaglio e sei morto.
Dovremmo apprezzare di più quello che abbiamo ora, questo è certo.

Tornando al disco: in parte credo di aver capito che cosa bolle adesso in pentola. Trent Reznor ha licenziato tutta la sua band, ed è pronto a fare il secondo “Year Zero”. Tu ce l’hai con l’uomo e la distruzione di massa. Dite la verità, state facendo un disco assieme?
Si, me lo ha proposto, ma secondo me non è un granché come musicista. Ora sono in contatto con i Genesis per suonare la batteria al posto di Phil Collins. Non sono credibile, eh? (risate, ndR)
[PAGEBREAK] Torniamo seriamente adesso al nuovo lavoro. Puoi anticipare qualcosa sulle eventuali similitudini con “Human Antithesis”? Avrà un concept o avrà campionamenti classificabili come ambient coerenti con un contesto?
Esatto. Sto aspettando i testi di Alan per inserire campionamenti a tema. Questa volta come ti dicevo abbiamo seguito un processo differente, il nuovo album sarà il frutto delle riflessioni di ognuno di noi per quattro anni. Dovremo essere bravi ad unirle sotto un comune denominatore. Sicuramente avrà un concept, come tutti i nostri lavori, ma non la guerra, quella è da considerarsi conclusa con la prima triologia.

Al momento avete anche qualcuno che sarà pronto a pubblicare il nuovo disco? Se la risposta è negativa, chi vorreste a produrvi e distribuirvi?
Abbiamo molte offerte, siamo rimasti parecchio stupiti da questo sinceramente. Da tutto il mondo ci sono persone che si offrono per pubblicare i nostri prossimi lavori. Di tutte le offerte ora in ballo ci sono tre label in stand by. Ho messo il paletto che chi vorrà stampare il nuovo lavoro, dovrà prima ascoltarlo ed apprezzarlo. Solo in quel caso lo daremo via. Non ci interessano i soldi, abbiamo scartato una label tedesca anche parecchio importante, ma non vogliamo essere uno del mucchio. Vogliamo essere una band “che stampiamo perché ci piace”. Semplice.

Un principio sanissimo che condivido al 100%. Recentemente i Radiohead hanno proposto un metodo differente di distribuzione del loro lavoro. A prescindere dalla loro carriera e vendite antecedenti a “In Rainbows”, che gli hanno consentito di fare una cosa del genere, hai considerato la possibilità con i nuovi Void Of Silence di cavalcare quella che sembra la nuova direzione del mercato discografico?
Si, ci abbiamo pensato. Sarebbe fantastico, non c’è dubbio. Ma per far ciò devi avere innanzi tutto dei contatti con i distributori e con i magazine di tutto il mondo. Io non saprei neanche dove farlo stampare. Il mio compito è fare musica e farla bene, poi ci sono persone che “dovrebbero” far bene la promozione e la distribuzione. Non è difficile vedere band scadenti musicalmente sotto contratto con grandi labels internazionali vivere tranquillamente di musica, mentre noi comuni mortali ancora cerchiamo di fare bene la paginetta su myspace.

Sicuramente il download e lo sharing hanno un effetto poco morale e devastante. Però al di là del concetto del pubblico “voglio tutto gratis”, c’è anche una forte messa in discussione di un altro soggetto: l’etichetta discografica, i suoi metodi di promozione, e quelli di distribuzione. Come lo vedresti un futuro senza questo intermediario tra l’artista ed il pubblico?
In parte ti ho risposto alla domanda precedente. In parte no. Il download selvaggio ha colpito tutti, inutile negarlo. Ma sono dell’idea che prima o poi ci sarà una crisi di rigetto. Quando dopo 4-5 anni molti dei cd-r masterizzati saranno illeggibili e perderemo tanti bei lavori, allora forse verrà il dubbio che non è tutto oro quello che luccica. Avere una libreria colma di dvd strapieni di album in mp3, porta solo a dimenticarsi di averli. “Avere tanti soldi e non spenderli equivale a non averli”. Nel mio caso ho ricominciato ad apprezzare lo sfogliare un booklet, ad attendere con impazienza la pubblicazione di un lavoro. Negli anni 90 qualsiasi cosa pubblicava la COLD MEAT INDUSTRY doveva essere mio. Ora mi accade lo stesso con la CYCLIC LAW. E quando arriva il pacco è come natale!

Credo sia arrivato il momento di interrompere la prima parte, per riprendere il discorso quando il nuovo lavoro sarà ultimato. Allora, solleveremo nuove domande contestuali al presente. Per il momento ti ringrazio sentitamente, la musica dei Void Of Silence è stata fino ad adesso un dono prezioso ed un’esperienza che resta nel tempo. Tutto lo staff di Loudvision ti augura un grosso in bocca al lupo per questa nuova impresa.
Auguro un grandioso 2008 a te e a tutto lo staff di Loudvision e non posso che mandarvi un grandissimo IN BOCCA AL LUPO per questa vostra nuova avventura.

Credo che questo spunto sul cambio delle sonorità sia una novità entusiasmante per gli amanti dei Void Of Silence e della musica in generale. Rari sono gli esempi di musicisti come loro in grado di padroneggiare la dimensione emotiva di un brano. E l’idea che le composizioni saranno cariche di sensazioni particolari, remote e più serene non può che suscitare un’attesa ancora più carica di curiosità.

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