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Vola solo chi osa

Per un centravanti di mestiere come Povia, scegliere la sera della partita Barcellona-Inter per la propria data milanese, è sembrato quanto meno singolare. Il concerto è iniziato subito dopo il match, peccato che a molti non fosse giunta notizia della variazione di orario! Dopo un’attesa di quasi due ore ecco la voce di Povia fare capolino con un messaggio esplicito e politicante: “quelli che ci guadagnano sempre a entrare in guerra sono i banchieri internazionali perché prestano soldi a tutte le parti in gioco“.

Si comincia con “Come Fai”, uno dei brani inclusi nell’ultimo disco “Scacco Matto”, la cui esibizione termina con uno dei tanto amati cartelli che il cantuatore-comunicatore ama mostrare durante le proprie performance per veicolare concetti chiave, in questo caso “l’essere umano non sa più essere umano”.
Il pubblico non è particolarmente numeroso – la partita ha evidentemente penalizzato l’affluenza – ma i presenti dimostrano di essere veri aficionado, che seguono Povia con passione, cantando a squarciagola ogni singola parola.

Come annunciato, il live mette in luce la dimensione più rock e fragorosa, enfatizzando le chitarre elettriche, la batteria e le ritmiche più violente. Povia asseconda con ritmo, movenze da rocker convinto ed entusiasmo ogni nota, introducendo con aneddoti personali e condivisibili riflessioni ciascuna delle ventidue canzoni eseguite, dai successi storici come “Vorrei Avere Il Becco”, “Luca Era Gay”, “I Bambini Fanno Oh”, “La Verità”, alle nuove tracce, come “Ci Sei Solo Tu”, “È Stato Bellissimo” e “La Pecora”.

Due ore abbondanti di buona musica, ritmo e schitarrate: Povia si fa perdonare il ritardo più o meno annunciato, e si diverte a leggere gli sms che vengono trasmessi in diretta sul maxi-schermo. Ospiti della serata Mitch & Squalo, DJ, conduttori radiofonici e rapper italiani, che presentano un paio delle proprie hit in stile Flaminio Maphia.

La serata si conclude sulle note di “I Gotta Feeling” dei Black Eyed Peas, durante la quale l’intera band si scatena in passi di danza improvvisati, salutando e ringraziando a più riprese.

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