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  • Voodoo Circle: Voodoo Circle

    Voodoo Circle

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Keep The Faith

Si impiega un secondo ad innamorarsi. Può non bastare una vita per dimenticarsene.
Alex Beyrodt non è più riuscito a cancellare i miti di bambino e quel poster dei Rainbow è ancora appeso in qualche stanza del suo cuore.

L’ex co-fondatore dei Sinner ed attuale mastermind dei Silent Force assolda al servizio della propria chitarra l’energica e carismatica voce di David Readman, il leggendario basso di Mat Sinner e la batteria di Mel Gaynor per regalare un sano guitar heroic hard rock a stampo eighties. Dal Vangelo secondo Blackmoore.
Con tali compagni di merenda, tuttavia, il sound, che doveva riallacciarsi alla tradizione britannica, viene invece tradotto in una concezione marcatamente teutonica: che pertanto – per com’è di natura – tende ad accentuare il riff chitarristico, ai danni delle tastiere.

Doobie White, Rudi Sarzo, Norifumu Shima e Richard Andersson avallano l’ottima qualità di un songwriting che, pur non avendo nulla di nuovo da dire, lo sa dire benissimo.
E l’album diverte: parte a razzo e mantiene il ritmo anche nei mezzi tempi o nelle sfuriate solistiche.
La scia di questo motore è sempre quella di una storia già sentita; ma le invenzioni, si sa, talvolta non hanno maggior merito di una copia fedelmente riprodotta.

Con un sapore vagamente malmsteeniano ed un sincero attaccamento al verbo di Axel Rudi Pell, il debutto del terzo progetto di Beyrodt mette in evidenza, ancora una volta, la genuina intraprendenza degli artisti tedeschi che, pur fermamente legati alla tradizione ed ai suoi dogmatici valori, si muovono con estrema disinvoltura e perizia nel panorama dell’hard rock melodico, riuscendo difficilmente a mancare il centro del bersaglio.

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