Home > Recensioni > Voodoo: Distacco Meccanico
  • Voodoo: Distacco Meccanico

    Voodoo

    Data di uscita: 01-01-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Non solo vino e tartufi dal Monferrato

Tutto è cominciato in quel del Monferrato nel non troppo lontano 2006.
I Voodoo si propongono inizialmente come cover band di pezzi rock-blues anni ’60 e solo successivamente ampliano il proprio repertorio iniziando a suonare gruppi quali The Doors, The Who e Deep Purple.

È nell’inverno del 2007, e dopo vari avvicendamenti nella line-up della band, che un po’ di stabilità ed equilibrio permettono loro di iniziare a scrivere e comporre brani originali e registrare il primo demo auto-prodotto.
L’anno successivo, oltre a partecipare al concorso Let’s Rock, entrano negli studi della BlueHighway Production per registrare il loro primo EP dal titolo “Distacco Meccanico” composto da cinque tracce, sufficienti per farci un’idea del suono e delle tendenze stilistiche della band che ora sta lavorando al primo LP.

Le radici della musica dei Voodoo affondano nel rock classico che non disdegna influenze grunge di gruppi quali gli Alice In Chains e i Pearl Jam.
I testi, tutti scritti in italiano e spesso autobiografici, non raccontano nulla di nuovo: rabbia, ribellione, fastidio nei confronti della società di oggi. Non mancano però anche racconti più introspettivi di sentimenti e vita vissuta.

Sicuramente la strada che i Voodoo hanno davanti è ancora molto lunga, tortuosa e irta, ma le potenzialità non mancano loro. La preparazione tecnica, la capacità di improvvisazione e sperimentazione che li caratterizzano sono ottime basi su cui costruire un buon progetto musicale made in Italy. Attendiamo sviluppi ed eventuali conferme.

Pro

Contro

Scroll To Top