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    Votum

    Data di uscita: 13-01-2009

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Un concept sugli stati d’animo più bui

Le proposte più controverse spesso provengono dai paesi dell’ex-est.
I Votum per esempio, esordiente sestetto polacco, riempiono la schiera di quei nomi a cui si deve riconoscere un margine di originalità: dote, tuttavia, che i nostri non canalizzano verso forme espressive particolarmente accattivanti al primo approccio.

La band crea un rock metallizzato, fuori dagli schemi della canzone, con ambientazioni emozionali ed intimistiche, sul filone degli Anathema e dei Queesryche, particolarmente votate all’accompagnamento tastieristico.
Ma il pathos e la linearità nei movimenti che trasuda dalle otto tracce accomuna lo stile più al gothic che al progressive.
Peraltro, la ripetitività di alcuni pezzi e la malinconica lentezza di altri rende pesante l’ascolto dell’intero album, salvato solo da una discreta produzione.
Per apprezzare – e scoprire – i pregi dei Votum saranno necessarie dunque diverse incursioni ed una certa dose di pazienza.

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