Home > Recensioni > Voyager: Univers
  • Voyager: Univers

    Voyager

    Loudvision:
    Lettori:

Buone nuove transoceaniche

Sembra proprio che, con il loro secondo lavoro, gli australiani Voyager siano pronti per spiccare il volo verso gli “inospitali” lidi del panorama musicale internazionale.
Quell’universo, così sapientemente descritto dei cinque di Perth, sembra avere tutte le carte in regola per guadagnarsi un posto di tutto rispetto nel calderone prog/power melodico in cui l’azzardo diventa un’esigenza e il buon gusto la pietra filosofale. “Univers” risplende di una sapiente commistione di generi che lo rendono godibile sotto ogni aspetto, dall’imprinting catchy dei brani alle qualità tecniche di suoni, produzione e arrangiamenti. Soluzioni meticce di power e prog, di cui il singolo “Sober” può esserene eletto degno portavoce, costruiscono il miglior trampolino di lancio per presentarsi alla ribalta con un costume di scena sufficientemente sobrio da accontentare i palati degli inguaribili nostalgici, ma sapientemente impreziosito da appendici trendy per soddisfare anche la frenesia dei più accaniti fashion victim. Le backvocals ruvidamente growl, i chorus raffininati e mai invadenti, le linee melodiche di tastiera e chitarra contribuiscono a delineare un panorama già di per sé variopinto di spunti interessanti e mai banali.
Come a dire che del buono c’è ovunque, basta saper cercare.

Scroll To Top