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  • Vuoto Pneumatico: Vuoto Pneumatico, la recensione

    La Cantina Appena Sotto La Vita / none

    Data di uscita: 17-10-2014

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Troppe volte capita che chi legge una recensione si fermi al solo voto numerico, senza cercare di scoprire le motivazioni che hanno spinto il redattore a propendere per quel  giudizio. Non sono qui per pronunciarmi contro questa (pessima) abitudine, per carità. Ma -qui lo dico e qui lo scrivo-  la valutazione che  che ho dato al primo album omonimo del Vuoto Pneumatico (progetto nato dalla collaborazione tra il paroliere Gianni Venturi e il musicista Giacomo Marighelli) non spiega nulla e non rappresenta il mio pensiero (benché, ovviamente, sia dettata da un minimo di criterio). Rimango comunque dell’idea che un disco del genere non possa essere in alcun modo esemplificato con un numero.

Tutto questo per cosa? Per dire che, al termine dell’ascolto, mi sono ritrovato senza parole e con mille dubbi in testa.

Il primo brano, title track dell’album, è un sunto di tutto quello che ci si deve aspettare: avanguardia e mix di influenze sonore. E’ un genere a sé: lo chiamano Poetry Rock, etichettandolo come un connubio tra monologo teatrale (il progetto si pone come un ideale sequel dell’opera “Vuoto Pneumatico” della compagnia Teatroscienza) e musica. Musica che abbraccia le parole di Gianni Venturi, le accompagna, le sfiora di pathos e  solennità (merito anche di un gruppo di musicisti che si sono uniti a questo ambizioso progetto). Le sonorità sono interessanti, perché, talvolta, sembrano sostituirsi esse stesse alla recitazione e raggiungere, in divenire, dei picchi catartici.

Eppure, non tutto sembra quadrare alla perfezione. La mitologia vuole che Icaro si avvicinò troppo al Sole, finendo per precipitare. Questo disco, come il figlio di Dedalo, pecca forse di eccessiva baldanza (una baldanza inconsapevole, per chiarirci), non tanto perché sia pretenzioso (questo duo ha dimostrato di avere le idee ben chiare in testa e di sapere che cosa fare); quanto più perché quella dei Vuoto Pneumatico non è musica, ma teatro. E il teatro non si ascolta (non solo), ma si osserva e si vive. Ascoltare in cuffia una tragedia greca non può coinvolgere rispetto al vederne la resa scenica. I Vuoto Pneumatico hanno osato troppo, azzeccando il contenuto  ma non il contenitore . Forse, in un altro format (chissà, anche in sede live), avrò  una maggior soddisfazione.

 

 

Pro

Contro

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