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Walerian Borowczyk: I racconti animati di Walerian Borowczyk

Walerian Borowczyk, regista polacco laureato all’accademia delle Belle Arti di Cracovia dedicandosi alla pittura e alla litografia, inizia le sue esperienze artistiche nel 1957 affiancato dall’amico e collega Jen Lenica, conosciuto nel suo periodo di creazione di poster cinematografici, vincendo il gran premio del “Film Sperimentale” al Festival di Bruxelles con il cortometraggio “Dom”. Notevoli, già in questo lavoro, gli alienanti intrecci di suoni e immagini montate a seconda del ritmo creando antagonismi inusuali e sviluppando in maniera alternativa una trama libera a ogni interpretazione. Corto che colpisce per l’ermeticità espressiva, che ricorda i metafisici lavori di David Lynch e le tetre fantasie di Goya, con ambientazioni innaturali e personaggi enigmatici.
Contemporaneo è il breve racconto animato “Nagrodzone Uczucie”, costruito sul montaggio di quadri realisti est europei ove le scene sono plasmate dalle pennellate e il movimento è dato dall’alternanza di tele ferme, immobili. Intervallo che crea alla vista la profondità dell’azione in quel mondo dove tutto è simbolo: un’ eclisse è il tetro sconforto di chi non è amato, il colore improvviso si intensifica alla nascita delle emozioni. Un mondo che da simbolico e astratto diviene reale, cambiano i soggetti, i quali, abbandonata la tela, si riversano in un ambiente non più puramente artistico.
Più critico “Szokala”, ove figura un soldato che reagisce al suono di un fischietto come una voce virtuale che lo comanda senza pausa e lo trasforma in una marionetta, libera dalle corde soltanto nel momento del sogno, in cui può dare libero sfogo alla sua vita; l’elemento critico forse è proprio la visione dell’ordine militare che irrigidisce e ingrigisce l’individuo, ma la visione di Borowczyk mantiene un velo di innocenza come a mitigare la violenza del rigore (ne sono esempio la sostituzione del rumore dello sparo e l’omissione di suoni di sforzi fisici).

“Sztandar Mlodych” è un tuffo nella fantasia e nell’immaginazione: ritagli, immagini e movimento diventano personaggi attivi di storie inventate dal caso.
Forse più degli altri questo lavoro concretizza il concetto che il regista ha dell’arte e della creazione; magari per un critico è naturale ingabbiare questi lavori nella corrente del Surrealismo, ma l’autore si scosta da questa classificazione pensando all’arte come l’essenza della creazione, dipingendosi più come creatore che come artista, perché quest’ultimo correla a se lo statico mondo delle definizioni.
Aspetto fondamentale delle sperimentazioni è il montaggio in grado di creare movimento con semplici successioni visive e sonore. Tutto può creare moto, anche i difetti della pellicola o le macchie di colore, come espresso in “Byl Sobie Raz”. Montaggio simbolico, movimento statico che strega lo spettatore raccontandogli storie fantastiche fatte da ferme immagini.

INDICE CORTOMETRAGGI PROIETTATI

“Byl Sobie Raz…”
(“C’era una volta…”)
di Walerian Borowczyk, Jan Lenica,1957

“Dom”
(“La Casa”)
di Walerian Borowczyk, Jan Lenica,1958

“Nagrodzone Uczucie”
(“I Sentimenti Premiati”)
di Walerian Borowczyk, Jan Lenica,1958

“Szokala”
(“La Scuola”)
di Walerian Borowczyk 1958

“Sztandar Mlodych”
(“Lo Stendardo dei Giovani”)
di Walerian Borowczyk, Jan Lenica,1957

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