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  • Walesa – L’uomo della speranza

    Diretto da Andrzej Wajda

    Data di uscita: 06-06-2014

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Arriva al cinema la vita pubblica e privata di Lech Wałęsa, fondatore del sindacato polacco Solidarnosc, figura di primo piano nell’opposizione al regime comunista, premio Nobel per la pace nel 1983.

A raccontarla è Andrzej Wajda, su sceneggiatura di Janusz Głowacki. Un progetto importante per il regista, che completa così il percorso di studio, critica e approfondimento dedicato lungo tutta la propria filmografia alla storia della Polonia.

A partire dall’appellativo contenuto nel titolo, “l’uomo della speranza”, che va a formare un’ideale trilogia con “Uomo di marmo” (1977) e “Uomo di ferro” (1981).

“Walesa” — presentato l’anno scorso fuori concorso a Venezia — è un film molto serio, animato da una sobria volontà di chiarezza ed estremamente curato: nella scelta dei volti — a partire dai due protagonisti Robert Więckiewicz (Lech) e Agnieszka Grochowska (la moglie Danuta) — e poi nella scrittura asciugata di ogni enfasi, nella composizione fotografica (a cura di Paweł Edelman) e nella gestione di un racconto per immagini che attinge quando necessario anche ai materiali di repertorio ma si preoccupa soprattutto di narrare.

Quella di Lech appare non come una vicenda esemplare ma come un percorso coerente di azioni, discorsi e decisioni. Wajda usa come cornice narrativa l’intervista che Oriana Fallaci (interpretata da Maria Rosaria Omaggio) fece al leader di Solidarnosc nel 1981, chiarendo fin dalle prime inquadrature la rilevanza cinematografica dei dialoghi e della dialettica.

Tutto bene, quindi? Benché privo di difetti formali, a “Walesa” manca la capacità di stupire, di turbare, di smuovere i pensieri, e risulta un po’ piatto, quasi noioso, nella sua ostinata volontà di seguire la storia (e la Storia) con attenzione.

Nella versione italiana, poi, il doppiaggio non giova.

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